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Don Euro a processo il 13 giugno

Doveva essere il giorno di Don Luca Morini davanti al giudice delle udienze preliminari ma toccherà aspettare fino al 13 giugno per vedere il parroco in tribunale.

CARRARA. Doveva essere il giorno di Don Luca Morini davanti al giudice delle udienze preliminari ma toccherà aspettare fino al 13 giugno per vedere il parroco in tribunale. I suoi legali infatti, Tullio Padovani e Giovanni Barsotti, hanno chiesto per Morini il giudizio immediato, saltando così l’udienza preliminare. Invece il vescovo Giovanni Santucci e l’ex sacerdote Emiliano Colombi sfileranno stamani davanti al giudice delle udienze preliminari che avrà il compito di decidere se mandarli o meno a processo.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e tre gli indagati (con capi di imputazione diversi), ma per Morini ci sarà l’immediato. Potrebbe comunque presentarsi il suo grande accusatore, l’avvocato escort gay di Napoli Francesco Mangiacapra.

L’indagine e le accuse. Un’inchiesta complessa e delicata che ha aperto una pagina dolorosa per curia apuana.

Migliaia di pagine, che ricostruiscono una storia di truffe, ai danni dei parrocchiani, di estorsione, nei confronti del vescovo e delle suore di Casa Faci, a Massa, costrette a sborsare 400 euro per non vedere cancellata la messa in memoria delle sorelle defunte.

Una vicenda in cui si parla di soldi, quelli che il parroco riusciva a mettere insieme e che, anziché finire a sostegno delle famiglie disagiate, dilapidava – secondo la Procura – in festini con escort gay.

La ricostruzione della Procura. C’è questo è molto altro nella ricostruzione della Procura di Massa-Carrara finita nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. E adesso con la richiesta di rinvio a giudizio.

Le richieste di don Morini sono finite, insieme a centinaia di intercettazioni, nei faldoni della Procura, in quelle 5. 900 pagine che costituiscono il corpo centrale di un’indagine che ha coinvolto anche il vescovo Giovanni Santucci – sotto accusa per estorsione e frode – e l’ex sacerdote Emiliano Colombi, che deve difendersi dall’ipotesi accusatoria di ricettazione.

Le intercettazioni. Il parroco di Avenza (prima), di Fossone e di Caniparola (poi), era da tempo “monitorato” e le sue conversazioni venivano intercettate, sia quelle al telefono che quelle che si svolgevano in canonica. «Ho due persone in difficoltà, mi servirebbero 400 euro». È questa una delle frasi incriminate che don Luca avrebbe pronunciato al termine di una confessione, al parrocchiano che, incredulo, si è sentito dare un prezzo all’assoluzione.

La posizione del vescovo. Monsignor Giovanni Santucci (assistito dall’avvocato Adriano Martini) risulta indagato per “impiego indebito di denaro” e “tentata truffa” a seguito di due episodi accertati dalla magistratura: «Prelevò 1. 000 euro dal fondo della Fondazione Pie Legati, che raccoglie le elargizioni dei fedeli di tutte le curie italiane per consegnarli a don Morini, senza alcuna spiegazione», avevano sottolineato in conferenza stampa la pm Alessandra Conforti, che ha condotto le indagini, e il procuratore generale Aldo Giubilaro.

C’è un terzo indagato nella vicenda di don Morini, è l’ex parroco Emiliano Colombi (assistito dall’avvocato Giuseppe Del Papa e Maria Cristina Babboni). Ha una posizione marginale nell’indagine che ha scosso la Curia apuana: Colombi infatti deve difendersi dall’accusa di ricettazione.

L’udienza preliminare senza don Euro. È senza alcun dubbio l’imputato più atteso, ma parrocchiani e curiosi dovranno attendere ancora un poco prima di vederlo. Mangiacapra aveva annunciato l’intenzione di presentarsi con i fiori per don

Morini, che proprio oggi compie 57 anni, ma i suoi propositi saranno delusi.

La scelta della difesa di Morini è stata fatta per procedere il prima possibile all’accertamento dei fatti davanti a un giudice investito di pieni poteri e che possa sentire i testimoni.



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