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Carrara, ecco le produzioni di marmo cava per cava

I dati del 2016: 844mila tonnellate di marmo in blocchi, record alla coop Gioia

CARRARA. L’Osservatorio sui bilanci delle società di capitali della nostra provincia, relativo al 2016 e redatto, come ogni anno, dall’Istituito di studi e ricerche (Isr) della Camera di Commercio di Massa-Carrara, descrive un momento d’oro per l’industria lapidea apuana ed in particolare per le aziende del settore estrattivo (utile all’8,7% del corrispondente fatturato).

Dalla ricerca, infatti, che ha esaminato i bilanci di 49 aziende di escavazione della provincia, risulta un fatturato medio di 2 milioni e 418mila euro (+7,5%), più del doppio della media delle 2239 aziende apuane analizzate dall’Isr (un milione e 198mila euro, +0,6%). Le ditte di estrazione, inoltre, hanno fatto registrare un Roi operativo (margine operativo netto riferito al capitale investito operativo netto) del 17,5%, rispetto al 6,1% di media del totale delle aziende. La floridità dell’industria estrattiva apuana si desume anche dagli ultimi dati disponibili sulle produzioni delle cave di Carrara, forniti dalla segreteria dell’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli e relativi sempre al 2016.

Dai valori delle produzioni, espressi in tonnellate, risultano attive in quell’anno 81 cave, la cui produzione totale è stata la seguente: 844.875 tonnellate di blocchi di marmo e 2.167.264 tonnellate di derivati ornamentali, così ripartiti: 23.748 tonnellate di blocchi da scogliera, 28.420 tonnellate pezzame e pietrisco, 1.127.725 tonnellate di scaglie di marmo bianche, 908.342 di scaglie di marmo scure e 79.029 terre e tout venant. Insomma, complessivamente, sono scese dalle cave di Carrara nel 2016 tre milioni e 12 mila tonnellate di materiale.

Esaminando le produzioni delle singole aziende, la società che ha estratto più blocchi di marmo all’anno risulta la Cooperativa Cavatori di Gioia, con 94.605 tonnellate, seguita dalla Guglielmo Vennai Spa (56.451 tonnellate). Altre sei società, poi, hanno superato il tetto delle 30mila tonnellate annuali. Si tratta di Mega Stone Factory Srl (36.876), Cooperativa Cavatori Lorano (36.098), Marmo Canaloni Srl (35.096), Alba Ventura Srl (34.668), Gemignani e Vanelli Marmi Srl (32.213) e Successori Adolfo Corsi Carrara Srl (30.812). Per quanto riguarda i blocchi da scogliera, la ditta più produttiva risulta la Fantiscritti Marmi Srl, con 10.016 tonnellate annue.

A produrre più pezzame e pietrisco sono state le Cave Lazzareschi di Vittorio Lazzareschi & C. Sas, con 11.663 tonnellate. In testa alla classifica della produzione di scaglie di marmo bianche troviamo invece le Cave Amministrazione Srl, con 136.131 tonnellate annue. Segue la Cooperativa Lorano, con 118.797 tonnellate. I maggiori produttori di scaglie di marmo scure risultano Gemignani e Vanelli e le Cave di Sponda Srl, rispettivamente con 83.214 e 62.671 tonnellate annue. Nella produzione di terre e tout venant, infine, spiccano Escavazione Maggiore Scarl (16.421), Cooperativa Gioia (10.370) e Bernacca Luigi Srl (8.533).

Da notare che quasi tutte le ditte citate (Bernacca Luigi, Cave Amministrazione, Cave di Sponda, Cooperative Lorano e Gioia, Fantiscritti Marmi, Gemignani e Vanelli, Guglielmo Vennai e Successori Adolfo Corsi) sono titolari di cave considerate interamente o in parte beni estimati e dunque esonerate dal pagamento del canone di concessione in quanto ritenute private sulla base della sentenza di lunedì scorso.

Ovviamente, il registro delle produzioni cava per cava nulla dice rispetto agli introiti di ciascuna azienda. Il momento positivo del settore è però, come detto all’inizio, certificato da tutta una serie di indicatori, e in particolare il Roi, un parametro che indica in buona sostanza la redditività rispetto a quanto si investe.

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