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Rapina in villa: pestano imprenditore del marmo. Moglie e figli legati - Video

Terrore a Carrara: cinque malviventi portano via soldi e gioielli. Esplosi anche colpi di pistola. Il sindaco: "Un fatto gravissimo"

Carrara, imprenditore picchiato e rapinato: "Ho avuto paura di morire" Alberto Franchi, noto imprenditore del marmo, racconta i momenti di terrori vissuti da lui e dalla sua famiglia nella villa a Carrara. "Hanno narcotizzato il mio cane da guardia e messo fuori uso le telecamere". Da qui è iniziato un colpo preparato nei mimini dettagli: Franchi è stato più volte colpito al volto. "Nella confusione è anche partito un colpo di pistola" (video Claudio Cuffaro) - IL FATTO

CARRARA. Il terrore arriva all’ora di cena, nella villa di famiglia di Alberto Franchi, uno dei più importanti imprenditori del marmo di Carrar a, a spezzare come in un incubo la quiete delle colline di Monteverde. Cinque banditi incappucciati, dall’accento dell’Est, forse slavi, agiscono con crudeltà, tenendo sotto sequestro il padrone di casa, 50 anni. Lo picchiano a sangue e minacciano di morte la moglie Monica e due dei quattro figli, gli unici presenti in casa. Una rapina che sembra copiata dal film di Kubrick “Arancia Meccanica”, solo che qui sabato sera non c’è fiction, ma persone vere che per circa mezz’ora di angoscia a temono davvero di dover morire assassinati, con i colpi di pistola esplosi sadicamente per impaurire Alberto Franchi, industriale, socio anche della famiglia Bin Laden in un’azienda lapidea.

VIDEO. Il racconto del nostro giornalista

Carrara, imprenditore picchiato dai banditi. Il racconto del nostro giornalista Nel racconto del nostro giornalista Massimo Braglia ecco le primissime informazioni sulla rapina ad un noto imprenditore di Carrara


I BANDITI MESSI IN FUGA

Solo un caso fortuito ha poi messo in fuga i bandito: l’arrivo di alcune coppie di amici invitate a cena, insospettite che nessuno aprisse la porta e che hanno iniziato a suonare al cancello con insistenza e a far squillare i cellulari di Alberto, di Monica, dei figli - hanno convinto i banditi a desistere e a fuggire, lasciando a terra l’imprenditore insanguinato e dolorante per le botte. Lo hanno picchiato - così è stato ricostruito - perché Franchi dallo choc non riusciva a ricordare la combinazione della cassaforte. Non fingeva: neppure quando hanno minacciato di uccidere moglie e figli gli è tornata la memoria.

I BANDITI INCAPPUCCIATI

Il sabato dell’orrore inizia intorno alle 20: in casa Alberto Franchi e la moglie Monica, oltre a due dei quattro figli; aspettano ospiti, serata davanti alla tv per la finale del festival di Sanremo. La villa è l’ex Leiseca, un ex locale pubblico trasformata in abitazione, immersa in un grande parco. Di solito c’è silenzio; uno dei figli sente dei rumori sospetti. Alberto non sospetta nulla ed esce: di fronte si trova cinque banditi incappucciati, armati di pistole e coltelli, entrati eludendo ogni sistema di sorveglianza, probabilmente non dal cancello principale. Non è escluso che fossero in agguato da tempo.

OSTAGGI LEGATI

Franchi viene scaraventato all’interno, ad armi spianate legano la moglie, immobilizzano i due figli. Inutilmente i Franchi gli chiedono di andarsene, che aspettano amici, che rischiano grosso. La prima coppia ad arrivare, Stefano e Chiara, suonano solo un paio di volte poi desistono; pensano che magari i Franchi sono fuori a comprare le ultime cose per la cena. Non possono sapere che gli amici sono nelle mani dei banditi, dal cancello al corpo della villa ci sono almeno trenta metri in salita, non si sente ancora niente. Si allontanano, ripromettendosi di tornare dopo un quarto d’ora.

AMNESIA DA TERRORE

Nella villa, intanto, la situazione precipita: Alberto Franchi è costretto ad andare alla cassaforte ma quando gli chiedono di aprirla, si blocca: è sotto choc, non ricorda nulla. Iniziano a picchiarlo, sempre più forte, al ventre, al volto, con le armi. Sanguina, li implora, gli altri piangono e gridano disperati. I banditi gridano anch’essi e minacciano, urlano che li ammazzano tutti. Sparano, uno, due, tre colpi di pistola che spezzano la quiete e gettano tutti nell’angoscia. I minuti non sembrano passare mai. Ma per fortuna, la cena programmata diventa la salvezza.

L’ARRIVO DEGLI OSPITI

Tornano Stefano e Chiara, arrivano anche altre coppie. Suonano il campanello, fanno squillare i cellulari. I banditi si innervosiscono, capiscono che non c’è più niente da fare: arraffano soldi, gioielli, orologi, argenteria. Fuggono dal lato Sarzana della villa, giù per le piane; una via di fuga studiata, forse è da lì che sono arrivati. Portano con sé anche il server con le immagini delle telecamere.

Finalmente, alle 20,30 gli amici possono essere fatti entrare. Si trovano davanti l’inferno: Alberto a terra, Monica e i due figli immobilizzatti. La sorella di Alberto, Bernarda, racconta: «Ero davanti alla televisione ad aspettare Sanremo quando mia cognata mi ha telefonata, sotto choc: ci siamo precipitati, non potevamo immaginare».

I VIGILANTES

Nel frattempo, arrivano i carabinieri, l’ambulanza: Alberto è portato in ospedale e trattenuto in osservazione tutta la notte, e dimesso ieri mattina. Ha due costole rotte.

Ieri, in casa, la visita della sorella Bernarda e degli amici più stretti. Di fronte alla villa, i vigilantes, per stare un po’ tranquilli. Arrivano i carabinieri a risentire le testimonianze. È una lunga domenica di racconti, di parole, ma anche di affetti. Poche parole da Alberto: «Sto bene, ma ho le costole rotte». L’incubo è finito, ma Carrara è sconvolta. Mai era accaduta una rapina così efferata, crudele. La città è sotto choc.

 

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