Quotidiani locali

Vai alla pagina su Toscana economia
Boom di Amaro Partigiano: vendute 10mila bottiglie

Boom di Amaro Partigiano: vendute 10mila bottiglie

Il liquore made in Lunigiana compie un anno: il lancio a gennaio 2017 a Fosdinovo. È richiesto in tutta Europa ma la ricetta resistente piace anche in Argentina

FOSDINOVO. La ricetta resistente dell’Amaro Partigiano conquista il vecchio e il nuovo continente e grazie al commercio online raggiunge la considerevole cifra di 10mila bottiglie vendute in poco meno di 12 mesi.

L’Amaro Partigiano ha di che festeggiare per il suo primo compleanno. Sì perché il liquore nato a gennaio 2017 su iniziativa di Archivi della Resistenza con Rimaflow è andato forte in tutta Italia, ha conquistato l’Europa ed è approdato perfino in Argentina. «Merito dell’ingrediente segreto» scherzano gli ideatori che per festeggiare il primo compleanno della loro “creatura” concedono qualche indiscrezione sul metodo di produzione.

Amaro Partigiano, il liquore "etico" nato dall'alleanza Lunigiana-Milano L'idea del circolo Arci di Fosdinovo per finanziare il Museo della Resistenza incontra la collaborazione dei lavoratori licenziati di una fabbrica milanese. Nasce così un liquore fatto con nove erbe lunigianesi secondo un'antica ricettaL'ARTICOLO


«L’ingrediente che caratterizza questa ricetta sono le castagne, il “pane” dei Partigiani. Le abbiamo raccolte qui intorno al Museo della Resistenza, con l’aiuto dei bambini delle primarie di Marina di Carrara e Castelnuovo Magra e poi le abbiamo portate a essiccare per 40 giorni al canniccio di Noceto, sopra Carrara, proprio come si faceva una volta» raccontano da Rimaflow e Archivi della Resistenza.

Gli ingredienti rigorosamente lunigianesi sono stati portati poi presso due liquorifici di fiducia dove al momento viene realizzato l’Amaro Partigiano: «Il nostro obiettivo è quello di produrre questo e altri liquori a Trezzano sul Naviglio nella ex fabbrica occupata ma le istituzioni là non collaborano purtroppo» spiegano da Rimaflow ricordando che la “mission” del progetto è quello di creare occupazione in modo “equo” e sostenibile in una realtà produttiva dismessa. «Al momento ci affidiamo a una produzione in conto terzi ma siamo noi a supervisionare ogni fase, dalla raccolta degli ingredienti alla produzione» confermano le due associazioni.

A giudicare dalle vendite, passione e dedizione pagano. Dal lancio, nel gennaio dello scorso anno, sono state vendute circa 10mila bottiglie di AmaroPartigiano: le prime 600, quelle della versione beta, se ne sono andate con il crowdfunding, che si è chiuso il 25 aprile, e che con i suoi 13mila euro è servito ad acquistare i materiali per allestire la produzione “ufficiale”. «Siamo partiti lo scorso giugno con tanto di monopolio di Stato» affermano soddisfatti da Rimaflow e Archivi della Resistenza, precisando che le vendite online sono partite a luglio 2017 e sono ancora aperte su http://www.amaropartigiano.it.

«E’ stato un grande successo. In Italia e non solo. Abbiamo promosso il progetto in tutta Europa e così sono arrivate richieste da Grecia, Spagna, Francia e Croazia. Alla fine l’Amaro Partigiano è volato anche oltre oceano, in Argentina. Abbiamo presentato il nostro liquore al “VI Incontro internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici”: anche lì è andato a ruba» confermano da Rimaflow.

Un risultato ottenuto anche grazie al sostegno che tanti “volti noti” hanno dato al progetto in una sorta di campagna pubblicitaria “fai da te” realizzata al Museo Audiovisivo della Resistenza in occasione dei tanti eventi organizzati in estate e non solo nei locali delle Prade, a due passi da Fosdinovo. Tra i personaggi che hanno “brindato” con l’Amaro Partigiano ricordiamo il poeta e scrittore Maurizio Maggiani, il cantautore livornese Bobo Rondelli e l’attore Ascanio Celestini.
 

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro