Quotidiani locali

Carrara, in piazza Alberica ha spento le luci anche il Grizzly

Il titolare ha chiuso e si è spostato a Marina al Samba. «La Ztl così com’ è assurda, ci ha inferto il colpo mortale»

CARRARA. Non si può certo dire che le manchi la bellezza, con la sua eleganza raccolta, propria di una vecchia signora che ha ancora molte cose da raccontare tra le rughe discrete di un volto antico, strutturato sue piccole e strette vie a disegnare quartieri ricchi di passato, con i mille angoli antichi, i monumenti in marmo, un Duomo che compare bello e gotico quasi all’improvviso, dietro la curva di una delle sue viette snodate in saliscendi intrecciati che conducono quasi timidamente, verso scorci di meravigliosi palazzi rinascimentali: Palazzo del Principe dell’Accademia di Belle Arti, i palazzi che circondano piazza Alberica, i seicenteschi Palazzo delle Logge e Palazzo Dei Conti Del Medico.

In piazza Alberica un solo bar aperto. In un freddo sabato sera di febbraio, la pioggia bagnando le strade e le piazze, regala a Carrara, fra saracinesche chiuse e portoni vuoti, una luce riflessa che rimbalza nel silenzio di un centro storico solo e buio. In piazza Alberica alle 21 di sabato sera c’è un solo bar aperto, che chiuderà da lì a una mezz’ora. Luca Poli, il gestore, spiega che il suo locale rimane aperto la sera solo d’estate: «Il periodo estivo va bene-dice-si lavora, faccio bar gelateria e c’è via vai, ma d’inverno faccio solo aperitivi, colazioni e caffetteria: vengono clienti che conosco da una vita, con i miei 24 anni di lavoro alle spalle sono riuscito a coltivare negli anni una clientela che mi vuole bene». Il suo locale non è grande ma dentro ci sono alcune ragazze sedute al tavolo e alcuni invece sono al bancone, si conoscono tutti e chiamano Luca per nome: «Secondo me la città non la fai crescere creando un evento o una festa-spiega il suo punto di vista Luca-è un problema strutturale: oggi per aprire un’attività e una partita iva è un’incognita, non lo consiglierei mai a un giovane, senza un minimo di agevolazione fiscale è pericoloso».

Il Grizzly chiuso, il gestore: la Ztl così è assurda. Il Grizzly, uno dei pochi pub storici della città, ha chiuso ormai da qualche settimana. Massimo Guidi, il proprietario ci spiega che ha preferito spostarsi a Marina, rilevando in società il Samba.

«Io avevo aperto nel 2002 e allora era tutta un'altra storia. Ho visto Carrara decadere anno dopo anno: la Ztl, fatta in modo così assurdo, 24 ore su 24 ha dato il colpo definitivo. Solo d'estate potrebbe avere un senso e così ha messo più in crisi una situazione già difficile con una città in poco tempo si è spopolata: a Marina è tutto un altro mondo». Massimo Guidi assicura che con la Ztl hanno chiuso molte attività:«Io spero un giorno di poter tornare a Carrara ma adesso è una città disabitata e non ne valeva più la pena tenere aperto» ha concluso.

Gli altri locali della piazza. Accanto al Grizzly c'è il ristorante La Tavernetta, dove hanno prenotato una quindicina di persone: «Questo sabato è un po’ fiacco - ammette la cameriera - ma l’altro sabato erano una trentina». Ancora accanto la Champagnerie è chiusa. Il Bar il Leon d’oro idem. Nella piazza, a parte la solita fontana di Maria Beatrice d’Este con il leone accovacciato ai suoi piedi, ci sono i soliti ragazzini a giocare a palla, liberi di scorazzare indisturbati in una piazza enorme tutta per loro.

Quelli dalle serrande alzate. I locali aperti fuori dalla piazza sono pochi: se dalla piazza imbocchi via Loris Giorgi, fra serrande chiuse, trovi solo Il Ristorante Re Bacco, più avanti, proseguendo sempre tra strade deserte, trovi in via Verdi, il Ristorante La Petite Cuisine, il pub La vinaccia e la rosticceria Cammi Cammi, se invece imbocchi via Giuseppe Olivi, trovi Merope’s steack house: dentro i clienti ci sono, ma fuori, solita storia, nessuno. Non fa eccezione La Capinera, poco distante, con diversi clienti dentro ma fuori non passa anima viva.

Mottini (Baccanali): servono più luoghi di aggregazione. Due sono i locali intorno a cui ruota tutto il dopocena carrarese, il circolo Arci Baccanali e il Fuoridiporta. Ai Baccanali ci sono circa una ventina di persone a cena ma il locale si riempirà più tardi, a cominciare dalle 22 e 30 quando i Flying Zebra, una band bolognese che fa del buon rock, inizierà a suonare. Giancarlo Mottini, uno dei membri del collettivo che gestisce l’arci, spiega come mai, tutto sommato, i Baccanali funzionino e attraggano gente: «Prima di tutto noi facciamo una cucina casereccia con pasta fresca fatta in casa e prodotti del territorio e abbiamo un numero limitati di posti a sedere: non facciamo 2 turni come i ristoranti perché la nostra non è un’attività commerciale ma un’attività incentrata a promuovere cultura. Quindi ospitiamo concerti, spettacoli teatrali, cene giramondo coinvolgendo e rendendo partecipi persone provenienti da diversi posti geografici e le cene con ritratto che abbiamo organizzato coinvolgendo gli studenti dell’Accademia» spiega Giancarlo, secondo il quale il problema di Carrara e delle sue strade vuote sta nell’assenza di luoghi di aggregazione: «Dove i ragazzi, dai 14 anni in su possano trovarsi per fare musica per esempio o comunque per divertirsi con i loro hobby: la sera tu esci per stare bene in compagnia e magari poi se ti va bevi anche una birra, il Baluardo ne è un esempio pratico perché lì ci sono moltissime persone che decidono di andare al cinema perché sanno che incontreranno un sacco di amici, il teatro, se ci fosse, potrebbe essere un altro esempio». Chiediamo un parere a chi è seduto a tavola: «Io vengo qua tutti i sabati se c’è musica-dice Alfredo Bottazzi - non ci sono altri posti a Carrara dove poter parlare e ascoltare un po’ di musica dal vivo, è questo il problema». La pensa in modo simile anche Elena Tagliagambe, attrice e insegnante di teatro: «Anch’io vengo spesso qui, è uno dei due locali, insieme al Fuoriporta, dove si fa qualche attività culturale: infatti il problema in città è questo, non c’è nessuna iniziativa culturale e aggregativa nel dopocena. Quando hanno aperto il teatro c’era un sacco di gente in giro: ora hanno aperto un centro di arti performative al San Giacomo per esempio, credo vada nella direzione giusta».

Fusani (Fuoriporta): penalizzati dalla chiusra del teatro e dai divieti di far musica dal vivo. «Noi non ci lamentiamo - dice Andrea Fusani del Fuoriporta - stasera nel locale c’è una trentina di persone, però vorremmo il teatro aperto e poi ci hanno penalizzato concedendoci il permesso di suonare dal vivo solo per 5 serate all’anno: è mortificante avremmo bisogno di almeno 20 serate l’anno con musica fino a mezzanotte organizzeremmo noi tutto senza chiedere un euro» si sfoga. «Il centro storico conta all’incirca un 6.000 abitanti, di cui molti sono anziani-interviene anche Alberto Diessì che abita in piazza Alberica ed è venuto insieme a degli amici a bere da Fusani- il Grizzly per esempio ha chiuso e anche lì avevano hanno negato la possibilità di fare musica dal vivo perché i vicini si lamentavano».

La birreria di via Roma: abbiamo cominciato bene. Federico Grausen, giovanissimo, per metà carrarese e per metà danese, che da circa un mese ha aperto in via Roma una beershop dove vende esclusivamente birra artigianale

non disponibile nella grande distribuzione, portando a Carrara un fenomeno che ormai da una decina d’anni sta spopolando ovunque: «Ho quasi paura a dirlo però le cose sembrano andare bene»dice Federico e il locale, sebbene piccolo, è affollato e sembra dargli ragione.
 

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