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il caso

Centro medico vicino all’ospedale, il consiglio comunale lo boccia

Non passa l’osservazione presentata da Umberto Nesi. L’imprenditore voleva ospitare la Medicina nucleare

MASSA. La nota politica arriva dai banchi dei 5 Stelle, dal consigliere e candidato alla camera Riccardo Ricciardi. In aula si discute e si vota l’osservazione numero 1536 che, tradotto in parole comprensibili, riguarda la possibilità di edificare un complesso diagnostico, dedicato a screening di medicina nucleare, in un terreno a pericolosità idraulica elevata. A pochi metri dal Noa. Dietro quel progetto c’è l’imprenditore Umberto Nesi che l’osservazione l’ha presentata. La controdeduzione dei tecnici è secca: dove c’è un rischio idraulico non si costruisce e le eccezioni non sono ammesse. Stop. A quella controdeduzione dicono sì (costringendo il progetto in un cassetto) Sabrina Bertelloni, Eleonora Biancolini, Elena Fruzzetti, Giovanni Giusti, Rosanna Liggio, Luana Mencarelli, Giorgio Raffi, Riccardo Ricciardi, Giovanna Santi, Luigi Turri, Loreno Vivoli e il sindaco. Ma è guardando a chi non vota, vota no o si astiene che Riccardo Ricciardi - eccoci alla nota politica- traccia un filo rosso che dalla convention menchinina di domenica ai Fratelli Cristiani arriva fino al consiglio comunale. E se Menchini ha descritto Massa come un piano inclinato in cui la biglia sta per finire a terra, Ricciardi, prendendo a prestito la metafora, sintetizza: «Se queste sono le premesse, mi sa che il piano inclinato finirà in palude». Critica secca a chi ha votato no alla controdeduzione (Stefano Benedetti, Giacomo Bugliani, Stefano Caruso,Giancarlo Casotti, Domenico Ceccotti, Paolo Della Pina, Dina Dell’Ertole)e a chi si è astenuto(Stefano Alberti, Luca Anghelè, Fabrizio Brizzi, Fabrizio Panesi). Come a dire che gli assetti e gli schieramenti in vista delle amministrative sono già delineati. La controdeduzione è approvata e l’ipotesi del centro medico affossata nonostante lo stesso Nesi, presente in aula, non escluda, sentiti i suoi legali, di ricorrere al Tar. L’imprenditore assicura, infatti, che il suo progetto non mirava in alcun modo alla speculazione, ma contava piuttosto di dare risposte alla collettività: «Un contenitore, con strumentazione di altissima tecnologia - così lo definisce - per accogliere la Medicina nucleare attualmente nella palazzina Ascoli, in una sede inadatta». Insomma, Nesi, con alcuni soci che nel settore sanitario lavorano da anni in Emilia Romagna, avrebbe chiesto con l’osservazione al regolamento urbanistico, di poter costruire un centro in cui accogliere il reparto di Nucleare: «Lì avrebbero lavorato i dipendenti Asl e, in forza di una convenzione con l’azienda sanitaria, avrebbero avuto accesso i pazienti con le prescrizioni mediche». Non un centro privato di diagnostica per immagini, ma uno spazio - spiega - per accogliere un reparto che deve stare vicino all’ospedale e che ora è in una sede inopportuna». Operazione da 10 milioni di euro a cui il consiglio dice no. Il consigliere arancione Fabrizio Brizzi cerca la terza via e siccome in quel terreno la pericolosità idraulica c’è e per colpa del Frigido, invita a subordinare eventuali interventi a lavori sul fiume (già finanziati per altro) che sottraggano l’area al rischio. Proposta quella di Brizzi non accolta. E se l’argomento dell’amministrazione è quello del divieto a costruire dove sussiste la pericolosità idraulica, il consigliere Brizzi gioca la carta del confronto e chiede perché invece si consentano interventi nel cuore di Marina dove il pericolo idraulico c’è. La risposta è dei tecnici: quello - motivano - è un intervento sull’esistente e non prevede opere di nuova edificazione. L’opposizione non si convince, ma i numeri bocciano Nesi e il progetto. Bocciano il centro medico e anche una seconda osservazione in cui Nesi lamentava il fatto che un terreno di sua proprietà a Bondano fosse stato classificato come boschivo senza -sosteneva lui - che i tecnici avessero fatto verifiche di persona. Bocciatura legittima quella del centro

medico- sintetizza la consigliera Biancolini: «La linea del regolamento è quella di non far costruire dove sussiste pericolosità idraulica, neanche a chi deve edificare una casa per il figlio, davvero sarebbe stato grave se il consiglio avesse accettato un’edificazione del genere».

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