Quotidiani locali

Marcucci si impegna: «Massesi, io ci sarò»

E Cosimo Ferri: insieme daremo voce a questo territorio Il Pd apre la campagna: siamo un partito ricomposto

MASSA. Il Partito Democratico la legge elettorale l’ha pensata e votata e sa bene che la vera sfida, in una complessa geografia dei collegi, è garantire la rappresentanza ai territori. Perché è quella rappresentanza che i democratici si sono impegnati a salvaguardare introducendo la quota di uninominale. Quota non riservata al notabilato politico - assicurano dal Pd- ma occasione per il territorio, appunto, per assicurarsi referenti nelle locali istituzioni nazionali.
Non è un caso allora che Andrea Marcucci, candidato del centro sinistra per il collegio uninominale al senato, parta proprio da lì. Lui, garfagnino, nativo di Barga, imprenditore turistico, senatore in carica, si presenta durante una conferenza stampa, e promette agli apuani che lui ci sarà anche oltre il fiume Versilia. Ci sarà qui, sulla costa e in Lunigiana. Non è un caso che Marcucci, candidato in un collegio che unisce Apuane, Garfagnana, Lunigiana e un pezzo di Versilia, si affidi all’amarcord e citi la sua tata montignosina o sottolinei che il collegio in cui gioca la partita è un territorio con forti omogeneità, seppur nelle differenze. Omogeneità che, da presidente della commissione cultura in senato, sostanzia soprattutto nella storia e nella identità: «La cultura e lo sviluppo culturale in questo territorio hanno grandi potenzialità se inserite in un progetto di area». E decide di dar forma agli impegni concretizzandoli nell’esempio: «La rete dei castelli, le crociere, la spinta sugli agriturismi su cui molto ha già fatto la Regione». Un impegno ad esserci, «a raccogliere le istanze del territorio per consegnarle a Roma e a raccogliere invece da Roma le opportunità da assicurare al territorio».

Un impegno che Marcucci conta di rispettare, forte - spiega - della collaborazione di tutto il partito e delle istituzioni. Nessuna esclusa «perché nella mia esperienza politica - motiva - ho sempre mantenuto rapporti diretti con il territorio e con le sue istituzioni, indipendentemente dal colore». Come a dire che, se vincerà, sarà senatore di riferimento anche per le amministrazioni che non sventolano bandiera Pd.

Rapporto con il territorio è la parola chiave per chi gioca la partita all’uninominale (pur con il paracadute del listino proporzionale). È quindi parola chiave anche per Cosimo Ferri. Indipendente, candidato dal centro sinistra per la Camera, garantisce il rapporto con le aree di provenienza: «L’attuale governo ha dato risposte importanti, basti pensare ai finanziamenti a Massa e Carrara per i progetti delle periferie».

Impegno di rappresentanza che - a ribadirlo a chiare lettere è il consigliere regionale Giacomo Bugliani - sarà facilitato da un clima disteso tra i democratici locali, da un Pd «ricomposto» in cui si dà voce alla continuità riproponendo Marcucci e Martina Nardi (nel proporzionale alla Camera), ma ci si apre con «la candidatura di qualità di Cosimo Ferri».

Un ritorno al territorio, quindi, che sottolineano con forza anche il segretario comunale Luca Perinelli e quello provinciale Enzo Manenti.

E se Martina Nardi, massese e Cosimo Ferri, lunigianese, questa provincia e le sue dinamiche - politiche, ma non solo - le conoscono bene, Marcucci si dice pronto «a farsi aiutare dagli apuani. Ho bisogno di aiuto e di confronto. Mi sembra che la voglia di collaborare ci sia. Io sono abituato a fare quello che dico e a questo territorio dico che se sarò al senato, qui non farò

mancare la mia presenza». Perché Cosimo Ferri e Andrea Marcucci sono tutti e due candidati anche nel proporzionale (il primo a Siena Arezzo, il secondo nel nostro collegio) ma assicurano che al paracadute non vogliono ricorrere e la campagna vogliono giocarsela all’ombra delle Apuane.

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