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Banchina Taliercio: la gara a giorni

Dello Iacono, ad della Porto: «Valuteremo se partecipare, e per fine marzo ho prenotato la nave per trasferire i nostri mezzi»

CARRARA. Bando di gara pronto per la concessione della banchina Taliercio. Archiviati almeno per ora i contenziosi legali sulle modalità di assegnazione, l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale annuncia che a giorni, forse in settimana, uscirà il bando di gara.

Lo dice il Segretario generale dell’Autorità di Sistema, Francesco Di Sarcina, che mantiene il massimo riserbo sui contenuti e si limita a intervenire solo sulle tempistiche: «La pubblicazione è imminente e avverrà a giorni» conferma dalla Spezia, annunciando che l’obiettivo del suo ente è quello di «assegnare la concessione per fine aprile», vale a dire prima della scadenza entro la quale la Porto Spa sarà chiamata a lasciare la banchina. Di Sarcina precisa però che «le gare sono dei terni al lotto» e che al di là dell’impegno e della volontà dell’Autorità di Sistema di assegnare la concessione entro fine aprile, «perché i tempi tecnicamente lo consentono, dobbiamo tenere anche in considerazione l’ipotesi di problemi e intoppi, come ricorsi e vizi di forma».


Insomma, dice il segretario generale, quando si parla di gare l’imprevisto è dietro l’angolo e non è detto che l’Autorità riesca ad avere il nome del nuovo concessionario prima che quello vecchio, la Porto Spa, liberi la banchina. La società di Enrico Bogazzi, lo ricordiamo, ha ottenuto una proroga della “vecchia” concessione ma se vorrà restare sulla Taliercio dovrà partecipare alla nuova gara. Cosa a oggi tutt’altro che scontata: «Dobbiamo verificare i termini della gara, i requisiti richiesti e le condizioni imposte. La nostra partecipazione non è scontata, dovremo valutare» conferma l’amministratore delegato di Porto Spa Paolo Dello Iacono che già qualche giorno fa aveva sollevato dubbi sulla “tempistica” della nuova gara. Nel commentare a caldo la sentenza con cui il Consiglio di Stato aveva dato ragione alla scelta dell’Autorità di Sistema di mettere a gara la concessione per la Taliercio, l’ad aveva dichiarato: «Valuteremo se ricorrono le condizioni per partecipare. Auspichiamo che il bando venga indetto prima che le gru e i fork lift siano spostati, in caso contrario sarebbe un’operazione economicamente troppo onerosa ritrasferire i mezzi».



Ma la scadenza vera, si scopre oggi, non è quella della concessione, il 30 aprile. Sì perché anche se la Porto Spa è autorizzata a restare sulla Taliercio fino a quella data, i suoi mezzi potrebbero essere trasferiti prima: «Quelle attrezzature sono destinate a Porto Marghera. Ma per spostarli servono navi speciali, che non sono disponibili da un giorno all’altro. A oggi ne abbiamo trovato una per fine marzo» rivela Dello Iacono.
Dunque Porto Spa avrebbe la possibilità di liberare la banchina un mese prima della scadenza della concessione. Con tutto quel che ne consegue anche in termini occupazionali. «Ripeto non dipende da noi ma dalla disponibilità di queste navi. Se ne trovassimo una dopo la scadenza della concessione, dovremmo sperare in una proroga» aggiunge l’amministratore delegato.



Con tutti questi se e questi ma, sembra quasi che Porto Spa non abbia una gran voglia di partecipare alla gara per la concessione e che sia ormai quasi “rassegnata” a dire addio alla Taliercio: «Noi ci teniamo a lavorare lì: abbiamo traffici consolidati da 50 anni. Tanto che avevamo formulato istanza per avere la concessione» ribatte Dello Iacono.

Secondo la stima dello stesso amministratore delegato, l’addio della società alla Taliercio, costerebbe 50 posti di lavoro. E questo perché, spiega il manager, «oltre ai 30-35 dipendenti che lavorano direttamente sulla banchina, ci sarebbero ricadute anche sul personale amministrativo, sull’ufficio spedizioni e acquisti, e su tutto il personale in qualche modo collegato al fatturato che deriva da quell’attività».

50 posti che Porto Spa non potrebbe salvare in alcun modo: «A Marina di Carrara sarebbero di troppo» conferma Dello Iacono escludendo l’ipotesi di riassorbire i dipendenti sulle attività che la società continuerà a svolgere all’interno dello scalo marinello. Esclusa anche la possibilità di trasferirili a Porto Marghera: «Là siamo saturi» taglia corto l’amministratore delegato, parlando di un ridimensionamento generale del battente occupazionale della spa.

Anche per questo la società ha chiesto all’Autorità di Sistema di inserire nelle clausole del bando di gara per la concessione della Taliercio una clausola occupazionale. Si tratta di un vincolo che impone al vincitore del bando, ovvero il nuovo titolare

del “permesso” a utilizzare le aree, di assumere i dipendenti in esubero dopo l’addio di Porto Spa. «Una richiesta su cui l’ente si è mostrato sensibile» conclude Dello Iacono, lasciando intendere che più di questo la sua società non poteva davvero fare.


 

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