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Calcoli del fegato, al Noa si bombardano con il laser

La tecnica innovativa, applicata un anno fa per un’emergenza, ora è routine.  Il 9 gennaio il primo intervento. La paziente eviterà altre operazioni invasive

MASSA. Si chiama litotrissia percutanea delle vie biliari ed è un intervento avveniristico, che pochissimi staff eseguono in Italia e che, in Toscana, viene effettuato solo all’Ospedale delle Apuane. Si tratta, in sostanza, di un metodo per curare i calcoli che permette di evitare, dettaglio non da poco, ulteriori interventi, particolarmente invasivi.

La tecnica richiede un elevato grado di specializzazione e la disponibilità di strumenti e tecnologie di ultima generazione. L’ospedale delle Apuane è tra i pochi, nel Paese, a disporre di entrambi e così, un anno fa, nelle sale operatorie di viale Mattei, è stato effettuata la prima litotrissia percutanea delle vie biliari.

Allora si trattò di un intervento “salvavita”, effettuato in emergenza e mai più replicato. Fino a un paio di giorni fa. Sì perché dopo aver acquisito nuove strumentazioni, gli staff di Urologia e Radiologia Interventistica del Noa, guidati dai dirigenti medici Luca Lorenzi, Alessio Auci e Claudio Ceccherini sono adesso in grado di eseguirlo in via ordinaria, con grandi, grandissimi vantaggi per i tanti pazienti affetti dai calcoli.

«In sostanza riusciamo a rompere il calcolo che ostruisce le vie biliari con il laser, evitando la successiva apertura del coledoco. Ci liberiamo la strada per poi fare il resto» spiega il dottor Luca Lorenzi, aggiungendo che si tratta di una patologia molto diffusa. L’intervento dura circa un’ora e viene eseguito grazie a una serie di dispositivi di ultima generazione: una canula minuscola chiamata uretero renoscopio Boston e uno strumento, la fibra laser Boston, che agisce attraverso una fibra di 200 micron, grande come un capello.

Dopo l’intervento di emergenza, un anno fa, martedì lo staff dell’Ospedale delle Apuane ha replicato per la prima volta la litotrissia percutanea delle vie biliari, con un’operazione questa volta programmata: «Siamo intervenuti su una paziente di 50 anni. Era affetta da calcoli alla colecisti, al dotto cistico e al coledoco. In questo caso i risultati sono stati superiori alle aspettative perché la paziente è stata preparata anche per l’eventuale rimozione della colecisti per via laparoscopia. In pratica abbiamo polverizzato i calcoli con il laser» aggiunge il dottor Lorenzi, ribadendo che si tratta di un risultato davvero di eccellenza. L’intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra lo staff di Urologia e quello di Radiologia Interventistica. Il personale è stato formato con un percorso ad hoc, e adesso - annuncia il dottor Lorenzi - «all’Ospedale delle apuane siamo in grado di programmare questo tipo di procedura, è diventata un’operazione di routine». I dirigenti medici ricordano che il traguardo è stato raggiunto grazie alla Azienda Sanitaria Usl Toscana Nord-Ovest, che ha messo a disposizione dei due staff la strumentazione necessaria.

«Ma questa non è l’unica tecnica di eccellenza che facciamo qui» aggiunge Francesco Daietti, infermiere dello staff di Urologia, accennando orgoglioso agli altri interventi innovativi che si fanno nel suo reparto. Per i calcoli del rene, viene applicata - unico caso in Toscana - la Pcnl, che vaporizza l’ostruzione nella sua sede. Una tecnica che richiama pazienti da fuori. «Facciamo anche i l trattamento non invasivo
dell’ipertrofia prostatica: evitiamo la tradizionale asportazione embolizzando le arterie che alimentano la prostata in radiologia interventistica. Si fa tutto in day hospital» spiega Daietti rivelando che questa operazione viene effettuata solo a Milano e all’Ospedale delle Apuane.

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