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Inchiesta sulle violenze. Resta in carcere il brigadiere

Resta in carcere il brigadiere dei carabinieri Alessandro Fiorentino, arrestato nell’inchiesta della procura di Massa sui presunti pestaggi, abusi e violenze nelle caserme di Aulla e Licciana

AULLA. Resta in carcere il brigadiere dei carabinieri Alessandro Fiorentino, arrestato nell’inchiesta della procura di Massa sui presunti pestaggi, abusi e violenze nelle caserme di Aulla e Licciana. A deciderlo, lo scorso 15 dicembre, è stata la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso del legale di Fiorentino, l’avvocato Gian Paolo Carabelli, e confermando lo stato di carcerazione del brigadiere, su cui pesano oltre 20 capi di imputazione. Il suo avvocato aveva già tentato il riesame e poi il ricorso in Cassazione per ottenere la sua scarcerazione, che ormai dura da oltre sei mesi. Fiorentino, considerato il leader del gruppo di carabinieri sotto accusa per le presunte malefatte in terra di Lunigiana, e gli episodi di razzismo durante i servizi di controllo, le operazioni antidroga o anche i semplici pattugliamenti per le strade, è accusato a vario titolo di concussione, lesioni, omessa denuncia, favoreggiamento, abuso di ufficio e riguarda lui anche l’unico episodio, contestato dalla Procura, di una violenza sessuale, avvenuta in caserma, su un giovane extracomunitario. L’inchiesta vede 34 carabinieri indagati (i tre ai domiciliari
e altri quattro raggiunti da diversi provvedimenti, il divieto di dimora e la sospensione dal servizio) tra cui l’ex comandante provinciale di Massa Carrara, Valerio Liberatori. La Procura non ha ancora formulato la richiesta di rinvii a giudizio.

Manuela D’Angelo

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