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«Ci mandano i pasti già il giorno prima... trattati da bestie»

Cambia il servizio mensa, s’infuriano i vigili del fuoco di Carrara e di Aulla. A Massa è rimasta la mensa diretta

MASSA. Niente più cibo caldo direttamente dalla cucina. Abolita la scelta del pasto, a favore di un menù unico, in barba a eventuali intolleranze. I primi e i secondi ora sono sigillati in vaschette di plastica, distribuiti un giorno e mezzo prima rispetto a quando verranno consumati. Per i vigili del fuoco è un inizio dell’anno tutt’altro che felice. In seguito al rinnovo dell’appalto è cambiata la ditta che gestisce il servizio di ristorazione nelle caserme della provincia e della regione: dalla Camst, con sede a Bologna, alla Ri. Ca di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. E il primo impatto non è stato dei migliori.

Rivoluzione. In provincia le caserme dei vigili del fuoco sono tre: Massa, Aulla e Carrara. Massa è la sede centrale, le altre due sono distaccamenti. Fino a due giorni fa ogni caserma aveva la possibilità di cucinare pranzo e cena, grazie a una cuoca regolarmente assunta dalla ditta che curava il servizio in precedenza, ovvero la Camst. Col nuovo sistema la gestione dei pasti viene rivoluzionata. A Massa rimane la mensa diretta, mentre ad Aulla e Carrara viene distribuito il pasto cosiddetto “veicolato”, preparato in un centro di cottura individuato dalla Ri. Ca. A spiegare i cambiamenti è Cristiano Della Pina, vigile del fuoco e sindacalista Cgil, che premette: «Non abbiamo niente contro la nuova ditta, chiediamo solo una ristorazione dignitosa. Nel primo pomeriggio di domenica 31 dicembre, ai vigili del fuoco di Carrara, è stato consegnato il pasto per il pranzo e la cena di lunedì 1 gennaio. Non siamo stati avvisati del cambiamento – prosegue Della Pina – nessuno ha ascoltato la nostra voce».

Altri generi alimentari sono stati...
Altri generi alimentari sono stati consegnati ai pompieri nei sacchetti di plastica


Rischio per tutti. Il problema è serio. Perché i vigili del fuoco non vogliono un menù a cinque stelle. In primis, chiedono di poter scegliere, come hanno sempre fatto. Immaginate una situazione di emergenza, con un vigile del fuoco, che nel momento in cui è impegnato a salvare vite, viene messo ko da un mal di pancia da intolleranza alimentare. Sembra una barzelletta, ma rischia di essere pericolosa realtà. A pagare le conseguenze del menù unico, quindi, potrebbero essere anche i cittadini. «Per la gente siamo eroi, le persone ci vogliono bene e le istituzioni ci ringraziano per ciò che facciamo. Poi, però –si sfoga Della Pina – veniamo trattati come bestie». Intanto monta la polemica e si contano le prime proteste.

Il contenitore consegnato nelle...
Il contenitore consegnato nelle caserme dei vigili del fuoco con i pasti per il giorno successivo


Al ristorante. I vigili del fuoco di Aulla e Carrara si sono fatti sentire e hanno ottenuto una prima, parziale, vittoria. In questi primi giorni del 2018 hanno pranzato e cenato al ristorante, al Demy hotel quelli di Aulla, da Luisa, alla Partaccia, quelli di Carrara, proprio perché è stata riconosciuta la criticità della situazione legata al servizio di ristorazione. E a pagare il conto, il condizionale è d’obbligo perché non ci sono conferme ufficiali, dovrebbe essere stata proprio la nuova ditta. «Il cibo che ci arriva – dice Marco Baldini, del distaccamento di Aulla – è privo di matrice, ci viene consegnato senza alcuna certificazione. «L'1 di gennaio ci sono stati consegnati il pranzo e la cena del 2. Dobbiamo poter scegliere. Io, per esempio, sono intollerante ai sughi e alla carne. Se nel menù unico ci fosse uno di questi due alimenti sarei costretto a saltare il pasto».

 

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