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Click@Clil, così 500 alunni sono riusciti a migliorare le lingue

Cinque istituti comprensivi hanno vinto un bando del Miur Presentato il resoconto: «Abbiamo coinvolto tutti»

CARRARA. Cinque istituti comprensivi: “Carrara e Paesi a monte”, “Fossola Gentili”, “Gino Menconi”, “Taliercio” e “Montignoso”, 48 docenti, 200 alunni di scuola primaria e 300 alunni di scuola secondaria di primo grado. Questi sono i numeri di Progetto Click@Clil, il progetto che ha visto per la sua creazione fare rete questi 5 istituti scolastici, con “Carrara e Paesi a monte” capofila e che si è aggiudicato il bando del Miur del 15 settembre 2015 ricevendo dal Ministero 10.000 euro. «In Toscana siamo stati i soli, insieme a Scandicci ad aggiudicarci il bando; bandi che in generale sono stati vinti due per regione- ha spiegato Lucina Ceccarelli, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Carrara e Paesi a monte” la quale ha poi sottolineato- i docenti che avevano aderito al progetto inizialmente erano 25 ma poi, con il passa-parola sono diventati 48, tutti arrivati fino in fondo e questo è un nostro motivo di orgoglio». Il progetto ha visto ingaggiare dalla rete scolastica, la professoressa Daniela Cuccurullo che collabora oltreché con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, con I.n.d.i.r.e., l’agenzia del Ministero che si occupa di innovazione didattica, la quale dopo essere venuta a Carrara in una full immersion di due giorni durante i quali ha spiegato agli insegnanti partecipanti, la metodologia Clil, vale a dire un approccio alla lingua straniera basato sulla comprensione e la comunicazione, facendo ricorso a strumenti multimediali innovativi, si è interfacciata con gli stessi attraverso il collegamento internet: «Gli insegnanti venivano alla Carducci e seguivano il corso on line con la professoressa Cuccurullo che correggeva i loro lavori e dava loro indicazioni e soprattutto aveva messo a disposizione on line una piattaforma di materiale già caricato: sicuramente un bel regalo». Ciascun insegnante poi, lavorando con la classe, si interfacciava di mano in mano con i colleghi dell’istituto e due volte al mese, i cinque referenti di ciascun istituto comprensivo si incontravano per confrontarsi. «Ma ciò che più conta –ha commentato soddisfatta la Ceccarelli- è questa rete che le scuole hanno costruito e il fatto che i lavori svolti dagli alunni con questa metodologia siano stati messi sulla piattaforma on line a cui si potrà accedere liberamente appena verranno messi i link sulla pagina degli istituti e, volendo, anche implementare». I bambini delle elementari e delle medie, si sono cimentati quindi nello studio delle scienze, dell’alimentazione, nella realizzazione di ricette mescolando gli ingredienti: honey, butter, salt, eggs, cimentandosi in recite scolastiche, nel creare modellini di sistema solare o disegnando la scala Richter, oppure tracciando mappe geografiche, oppure descrivendo le formule di Pitagora. Tutto rigorosamente usando la lingua inglese o francese. E grande soddisfazione è stata testimoniata sia dai bambini, che dai genitori che dagli insegnanti: «È stato un lavoro inclusivo che ha aiutato a includere quei ragazzi appartenenti alle fasce più deboli molto difficili da coinvolgere ma che qua si sono entusiasmati» ha commentato una delle professoresse partecipanti, Paola Cimoli che insegna all’Istituto Comprensivo Carrara e Paesi a monte. «Un lavoro di un anno concentrato in tre mesi: è stato molto faticoso ma sono contenta di essere arrivata alla fine» ha ribadito Luciana Ceccarelli a fronte delle parole di incoraggiamento del sindaco Francesco De Pasquale che ha spronato: «Questo progetto porta la scuola verso il futuro: io che sono passato dal consiglio di classe al consiglio di giunta, sto cercando di dare un futuro migliore alla scuola: purtroppo le risorse sono poche e dobbiamo sfruttarle
nel migliore dei modi. L’impegno da parte nostra c’è». E a lui si è rivolta sorridendo ma con tono accorato un’insegnante della Gino Menconi, Corinna Spadoni: «Sindaco mi raccomando: ci manca il wi–fi, ci mancano i computer, ci manca tutto».

Francesca Vatteroni

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