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I panigacci intercontinentali alla conquista di Los Angeles
cibo e tradizioni 

I panigacci intercontinentali alla conquista di Los Angeles

I titolari della taverna "Wow Panigacci" di Podenzana sbarcano in America

LUNIGIANA. What are Panigacci? E soprattutto: how to eat them? Cosa sono i panigacci e come si mangiano? Se lo sono chiesti migliaia di americani, presenti all’inaugurazione del nuovo ristorante Eataly di Oscar Farinetti a Los Angeles, che per l’occasione un mese fa ha aperto al suo interno il prestigioso corner dei fratelli Venturini, lunigianesi doc, titolari della taverna “Wow Panigacci” di Podenzana.

Sono stati loro, Andrea, Luca e Nicola Venturini, giovani ristoratori, con una grande tradizione alle spalle, ma anche tanta voglia di innovare e di ideare nuovi percorsi gastronomici, a gettare le basi per la prima vera esportazione dei panigacci all’estero, a Santa Monica boulevard, per essere precisi, zona super vip di Los Angeles. Hanno portato tutto l’occorrente, la materia prima della Lunigiana, la farina di tipo 2, ovvero quella non raffinata e con poco glutine, capace di fornire un sapore unico al prodotto, ma soprattutto i testi di terracotta.

«Raccontare agli americani che con acqua, sale e farina è possibile realizzare un prodotto del genere, cuocendolo dentro piattini di terracotta roventi e impilati è stato stimolante e quasi magico» ci racconta Luca Venturini via chat, quando ancora si trovava in America. Cosa sono i panigacci? Non è semplice pane, non è una pasta, ma può diventare anche un primo piatto: gli americani vanno educati all’assaggio e i fratelli Venturini di panigacci ne hanno cotti decine di migliaia. Gli hanno anche spiegato come si mangiano, scrivendolo persino sui grandi cartelloni presenti ad Eataly L.A: si riempiono di salumi e formaggio e si piegano in due, poi si mangiano con le mani. Una bella frase, tra le tante, dice: “Some might say italian tacos”, cioè “Qualcuno potrebbe chiamarli tacos italiani”. Ma forse i lunigianesi non apprezzerebbero la definizione.

Incantato dal sapore “indecifrabile”, dalla fragranza e dalla consistenza dei panigacci, anche Joe Bastianich, imprenditore (non chiamatelo chef), famoso personaggio televisivo di origini italiane. «Quando li ha assaggiati- ci ha raccontato Luca- ha detto soltanto “Wow”. E noi ne siamo stati felicissimi perché Wow è anche il nome del nostro ristorante a Podenzana».

A Los Angeles in occasione dell’inaugurazione di Eataly si sono anche svolte lezioni di cucina, per insegnare agli americani come cuocere i panigacci. Insomma, un successo. Tornati a casa i fratelli Venturini hanno continuato la vita di sempre, fatta di ristorazione, ma anche di business dello slow food. Infatti i tre fratelli hanno ideato il “panigaccio in franchising”, il più rivoluzionario del momento. Sul sito del loro ristorante è possibile scoprire come fare per aprire una tradizionale panigacceria. I Fratelli Venturini hanno brevettato una macchina innovativa per l’impasto dei panigacci
e si sono inventati il format “Wow panigiacci”, un’attività di sicuro successo, si legge sul loro sito, semplice da avviare «a seguito di un efficace trasferimento del know how e di un pacchetto “chiavi in mano” all’apertura del punto vendita, con investimento iniziale di 90mila euro».

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