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Il sogno è realtà Carmen e Antonino si sono ritrovati

Fratello e sorella separati da piccoli si cercavano da 50 anni Il ricongiungimento reso possibile grazie ai social network  

Carmen e Antonino, l'emozione di ritrovarsi fratelli dopo 50 anni L'abbraccio, le lacrime. Poche parole. I due fratelli di origini siciliane, adottati dalla Toscana, non si vedevano da quando erano due bambini. Ma non si sono mai dimenticati. E mai si sono arresi: hanno continuato a cercarsi. E quando, anche grazie a Facebook, si sono ritrovati, l'emozione è stata incontenilie. Ecco la loro storia, che si svolge tra Lunigiana e Maremma

MASSA. Si sono abbracciati nel pomeriggio di sabato 9 dicembre per la prima volta dopo cinquant’anni Carmen e Antonino Moncada, due fratelli di 54 e 53 anni di origini siciliane, adottati dalla Toscana, lontani da sempre, ma sempre presenti nei reciproci pensieri. Quasi increduli e con le speranze ridotte al minimo, si sono ritrovati mercoledì mattina proprio nel giorno del compleanno di Antonino; determinante è stato Facebook, l’appello di Carmen postato pochi giorni fa sul gruppo “Ti cerco, appelli di persone che cercano le loro origini e i propri cari” e l’aiuto di un signore a loro sconosciuto che ha preso a cuore la storia dei due fratelli.



Si sono scambiati quei pochi ricordi che avevano l’una dell’altro, i due soprannomi Melina e Nuccio, le storie personali e hanno capito che questo Natale per loro e per le rispettive famiglie sarebbe stato diverso. Originari di Paternò, in provincia di Catania, i due bimbi si trasferirono a pochissimi anni con la madre a Torino, dove la donna Antonietta Asero, venne uccisa giovanissima in circostante misteriose; con il padre in carcere, i due bambini, all’epoca di 4 e 3 anni, furono portati in collegi differenti. La piccola Carmen finì all’Ugo Pisa, a Marina di Massa, fino a quando a dodici anni fu data in affidamento a Orazio e Alma di Villafranca in Lunigiana: «Ho vissuto con loro fino a vent’anni, poi mi sono sposata – racconta Carmen – oggi quei genitori che non hanno mai potuto adottarmi non ci sono più, ma ho una sorella a cui sono legatissima e che mi ha sempre spronata nella ricerca della mia famiglia. Fino ad oggi mi sono sentita senza radici, come se mancasse una metà di me». Antonino, invece, rimase in collegio fino a 16 anni prima a Casale Monferrato, poi a Torino e infine riuscì a fare ritorno a casa: «Ci dissero che Carmen era stata adottata e abbiamo sempre sperato che fosse felice, ma non ci siamo mai dimenticati di lei». Ad attendere Carmen, a Siracusa, ci sono il padre ed altre due sorelle, Cristina di 43 anni e Simona di 31 anni, con cui ha già passato ore al telefono; li raggiungerà dopo le feste di Natale.



Il primo ad abbracciarla è Antonino perché da un paio di anni lavora a Porto Santo Stefano, in Maremma, a sole tre ore di distanza; sabato 9 dicembre mattina ha preso il treno per poi ripartire il giorno dopo. L’uomo fatica a parlare, è emozionato, piange di gioia; in questi anni non ha mai smesso di cercare la sorella e ha sofferto ogni volta in cui vedeva l’obiettivo allontanarsi e il suo sogno infrangersi. I due si tengono stretti quasi come se qualcuno, da un momento all’altro, potesse portargli via quella metà appena ritrovata; non hanno più foto dei primi anni della loro vita ed ora l’obiettivo comune è ritrovare almeno uno scatto della madre

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