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Cattedre: Carrara e Massa staccate dalla Lunigiana

I sindaci tornano all’antica organizzazione degli ambiti territoriali scolastici Stop alla spola dei prof fra istituti di costa e dell’entroterra. Il "No"  De Pasquale

MASSA CARRARA. Un’ora di lezione a Carrara e poi via di corsa a Villafranca, per altre due ore e una di buco. E, magari, anche un salto fi nuovo giù a Fosdinovo, per completare l’orario. Per diversi insegnanti, la mobilità forzata fra un istituto e l’altro, da un capo all’altro del territorio provinciale, è uno dei supplizi della professione di docente. Da quest’altr’anno non sarà più così. In virtù della riorganizzazione degli ambita territoriali del personale docente votata ieri dalla Provincia di Massa Carrara.

È stata di sicuro la seduta di assemblea dei sindaci più veloce da quando la riforma delle province ha aggiunto questo organo come terzo all’assetto istituzionale, dopo il presidente e il consiglio provinciale: apertura dei lavori, due brevi dichiarazioni e voto diretto.

In discussione la proposta di modifica degli ambiti territoriali di articolazione dei ruoli regionali del personale docente come previsto dalla legge 107 del 2015, quella diventata nota come la “Buona scuola” del governo Renzi.

La delibera dell’assemblea approva la proposta di modifica nella direzione di portare i due ambiti a coincidere con i territori delle due conferenze zonali per l’educazione e l’Istruzione: Lunigiana e Fosdinovo da una parte, Massa, Carrara e Montignoso dall’altra. L’atto è stato approvato a larghissima maggioranza, politicamente trasversale, rispetto alle maggioranze che guidano i singoli comuni: 14 favorevoli e un solo contrario, il sindaco del Comune di Carrara Francesco De Pasquale (assenti i sindaci di Fosdinovo Camilla Bianchi e di Aulla Roberto Valettini).

Occorre chiarire, specifica l’amministrazione provinciale in una nota diffusa dopo la seduta, che non era in discussione nessun dimensionamento scolastico o ipotesi di futuri accorpamenti o altro, perché l’articolo 66 si riferisce solo ed esclusivamente all’organizzazione dei ruoli del personale docente: “A decorrere dall'anno scolastico 2016/2017 – recita l’articolo - i ruoli del personale docente sono regionali, articolati in ambiti territoriali, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto”.

Insomma, era successo che nella fase di prima attuazione della legge il territorio provinciale rispetto al ruolo dei docenti (e quindi riguardante solo il profilo della gestione del personale) era stato diviso dal Ministero dell’Istruzione (Miur), solamente sulla base di una equa spartizione della popolazione scolastica, in due ambiti: Carrara e Lunigiana da una parte, Massa e Montignoso dall’altra, senza tener conto dell’assetto territoriale. Il che ha creato grossi problemi di organizzazione e gestione del personale rilevati unanimemente dal mondo della scuola. Oltre a non rispettare la suddivisione zonale questa spartizione costringeva infattia formare le cattedre non secondo la logica: scuole di costa da una parte e Lunigiana dall’altra, ma molte si formavano di fatto tra Carrara e Lunigiana, con susseguenti problemi organizzativi palesati dai presidi, dai docenti e dai sindacati.

Su questa proposta, per andare incontro alle esigenze rappresentate, ha lavorato una commissione tecnico politica appositamente istituita dal presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, che attraverso una serie di riunioni e di incontri anche con l’ufficio scolastico regionale è riuscita ad ottenere da quell’ufficio la disponibilità a rivedere la perimetrazione dei due ambiti.

L’assemblea dei sindaci era stata presieduta proprio dalla seduta della commissione (formata dal
presidente della Provincia, tecnici della Provincia e dell’ufficio scolastico provinciale, rappresentanti dei presidi, i due presidenti delle conferenze zonali e dal sindaco di Carrara) che ha approvato la proposta con 12 favorevoli e 1 contrario (sempre il sindaco di Carrara).



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