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Alluvione di Aulla, si rifarà il processo partendo da zero

Non è stato “applicato” il giudice Sgambati, trasferito a Firenze Bisogna attendere il nuovo magistrato. Ma ci sarà già ad aprile?

AULLA. Il processo sull’alluvione di Aulla ripartirà da capo, perché il giudice che ha seguito il procedimento, Giovanni Sgambati, è stato trasferito alla corte di appello di Firenze e il Csm ha deciso di non applicarlo per terminare il lavoro che aveva svolto a Massa su questo caso. Quindi verrà sostituito da un collega e bisognerà ripartire da zero, anche perché le difese si opporranno alla richiesta dell’accusa di dare per acquisite le testimonianze raccolte finora in aula. È vero che in molti casi i testi dovranno solo confermare quanto raccontato, ma è anche vero che sarà possibile per le parti fare nuove domande o chiedere chiarimenti. Insomma, almeno due o tre udienze verranno perse soltanto per questo. Poi bisognerà calendarizzare nuove date per arrivare alla fine di una vicenda datata 2011 e nella quale hanno perso la vita due persone: Enrica Pavoletti, 78 anni, e Claudio Pozzi, 59 anni. Alla sbarra ci sono i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri, Stefano Michela. A processo anche Lucio Barani, ex sindaco di Aulla e oggi senatore, Roberto Simoncini, primo cittadino alla data dell’alluvione, i dirigenti del Comune di Aulla (con competenze nel settore urbanistica, lavori pubblici e protezione civile) Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe, l’ex vicesindaco e assessore comunale aullese Gildo Bertoncini e Giovanni Chiodetti, ex assessore comunale alla protezione civile. Vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio e disastro colposo.

Il giudice Giovanni Sgambatu
Il giudice Giovanni Sgambatu


Il rischio prescrizione ora è altissimo. Se non in primo grado, nel secondo. Nell’ultima udienza, dopo quasi tre anni di processo, dopo aver sentito tutti i testi dell’accusa, compresi i periti, e tutti i testimoni delle parti civili, comprese le stesse parti civili, c’è stato il rinvio all’aprile 2018, quando dovrebbe esserci il nuovo giudice che diverrà intestatario del processo. Ma al momento non c’è. E non si sa se ci sarà. «Quel giorno - aveva spiegato l’avvocato Manuela Aiazzi in tribunale - il nuovo giudice non potrà che rinviare, presumibilmente a un’udienza successiva alla sospensione feriale, nella quale dovranno essere citati nuovamente tutte le decine e decine di testimoni escussi sino ad oggi, per confermare quanto già detto e per consentire il corretto prosieguo del procedimento». Da qui l’appello degli avvocati delle vittime: «Noi legali di parte civile intendiamo porre a conoscenza dell’intera comunità tale gravissima situazione per l’intera provincia, anticipando da ora che sarà loro preciso e puntuale interesse sollecitare con ogni mezzo gli organi preposti al fine di risolvere questa tragica situazione, oltrepassando le barriere burocratiche e politiche che ostacolano il lineare percorso che la giustizia deve avere». (d.d.)

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