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Carrara, mai più in cava sotto zero e a 35 gradi

Nei bacini arrivano le moderne centraline per misurare la temperatura e garantire agli operai di lavorare in sicurezza

CARRARA. Una piccola rivoluzione in cava: arrivano i termometri, o meglio le moderne centraline per misurare le temperature al mone, sul luogo del lavoro.

Finalmente le condizioni climatiche non faranno più tremare dal freddo o sciogliere dal caldo chi lavora nel cuore delle Apuane e si potrà dire addio ai colpi di calore quando il sole, letteralmente, spacca le pietre.

Lo ha annunciato anticipando una novità particolarmente gradita ai lavoratori, Roberto Venturini, segretario di Fillea-Cgil, intervenendo durante l’assemblea della Lega dei Cavatori.

Una serie di novità che riusciranno a far tirare un sospiro di sollievo a tutti quei cavatori costretti finora ad affrontare l’arsura del caldo nei mesi estivi e il rigore del freddo nei mesi invernali.

«Presto saranno allestite in ogni bacino marmifero delle centraline per controllare la temperatura-ha annunciato il sindacalista-le centraline, grazie a un software che il Fondo Marmi, la struttura paritetica nel cui consiglio sediamo sia noi che l’associazione degli industriali, ha fatto elaborare da una società di Livorno e che permetterà di mettere in rete, on line e immediatamente i dati registrati dalle centraline, con un aggiornamento ogni 15 minuti». Il Fondo per il marmo Massa Carrara, nato nel 1987 per volontà delle Organizzazioni Sindacali e Associazione Industriali, con lo scopo di sostenere l’organizzazione del lavoro delle cave e dei laboratori, sta dunque sostenendo a suo carico la spesa dell’intera operazione. Queste centraline saranno in grado di misurare sia la temperatura che l’umidità, quindi di misurare la temperatura percepita e forniranno un dato oggettivo, molto importante ai fini dell’ottenimento da parte del datore di lavoro, della Cassa Integrazione erogata dall’Inps, che spetta quando, raggiunti i 35 gradi percepiti o le temperature di zero gradi, scatta il diritto per i lavoratori di sospendere l’attività lavorativa, strettamente intesa dovendo il lavoratore restare comunque a disposizione del datore. Cassa integrazione che fino ad ora veniva concessa in base ai dati forniti da qualche stazione Inps e non collocate in cava: «Forse la più alta dovrebbe trovarsi collocata ai Ponti di Vara o a Campo Cecina - ha sottolineato Venturini- mentre queste centraline saranno posizionate in cava. Ma ciò che conta maggiormente è che questo sistema permetterà di avere dei dati disponibili immediatamente». Queste centraline lavoreranno inoltre insieme alle già presenti centraline Asl, le quali quindi verranno anch’esse dotate dello stesso software e potranno inviare i loro dati on line.

«Questo rappresenta un punto di arrivo per un lavoro iniziato tempo fa-ha spiegato Maura Pellegri, responsabile Asl del servizio prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro-per fronteggiare l’emergenza caldo scoppiata sia questa estate che quella precedente: per questo le ditte, attraverso il Fondo Marmi, stanno installando delle centraline che possano fornire dati oggettivi e che si raccorderanno con quelle centraline Asl fatte installare anni fa per valutare l’effetto delle precipitazioni e capire quanta pioggia sia caduta ed eventualmente abbandonare la cava». Gli stessi cavatori della Lega hanno salutato con soddisfazione la notizia, esprimendo anche loro il desiderio di un incontro in materia di sicurezza con l’ingegner Pellegri. Anche l’assessore al marmo Alessandro Trivelli si dice felice di apprendere la notizia: « Non ero a conoscenza di questa iniziativa e vorrei approfondire al più presto:
se con questo sistema, come credo, si sarà in grado di migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza per chi lavora in cava soprattutto in merito al colpo di calore o alle difficoltà legate alla temperature più rigide, non posso che essere contento» .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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