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L'appello: lasciate gli uomini che vi maltrattano

La criminologa Laura Crapanzano alle donne vittime di violenza: Non abbiate paura di denunciare

MASSA. Si presentano all'accettazione del Noa con lividi sotto gli occhi e poca voglia di raccontare quanto è successo. Tentano di giustificare in qualsiasi modo le violenze subite dagli uomini che sostengono di amarle. Sono le donne che subiscono violenza, che la criminologa Laura Crapanzano del comando di polizia municipale di Massa ha più volte incontrato durante i suoi anni di servizio.
«Un fenomeno sommerso che nega il diritto all'uguaglianza alla sicurezza, alla autostima e alla dignità» - è intervenuta la dottoressa in occasione dell'incontro organizzato dal Rotary club Marina di Massa riviera apuana del centenario, giovedì sera. «Per uscire dalla spirale degli amori morbosi – spiega la criminologa - bisogna per prima cosa imparare a riconoscere quelle tendenze negative che portano le relazioni verso regioni oscure. La persona possessiva tende a spiare il partner, controlla ogni oggetto personale per cercare segni di infedeltà nella relazione di coppia e convivenza, praticamente inizia a vedere cospirazioni ovunque».
L'importanza di riconoscere i campanelli di allarme di una potenziale relazione “tossica” per prevenire una disparità a livello psicologico, economico e fisico; disparità che in una relazione di coppia diventano spesso terreno fertile per minacce e ricatti, ha spiegato la dottoressa.


«E i profili dei maltrattanti - prosegue Crapanzano - e delle vittime sono ricorrenti. Sono quelle donne che si presentano al Noa con occhi neri e labbra spaccate. Donne che hanno paura di denunciare perché spesso le istituzioni non riescono a proteggerle e perché dipendono in qualche modo dal loro maltrattante». I maltrattanti sono uomini narcisisti, paranoici, ossessivi e vittimisti secondo i profili illustrati dalla dottoressa, che manipolano le loro “vittime” facendo leva sul senso di colpa e impedendo loro di andarsene. Vittime affette dalla sindrome da crocerossine che sopportano la violenza per raggiungere scopi ai loro occhi più importanti: mantenere unita la famiglia, evitare ulteriori violenze, non rischiare di rimanere sole. «Per quanto doloroso e sofferto possa essere lasciare un compagno maltrattante - conclude la criminologa - è importante diventare consapevoli di avere una relazione fallimentare e tornare a vivere accettando di essere sole ma al sicuro». Molti i presenti all'incontro “La

possessione nell'amore” tenuto dalla dottoressa Laura Crapanzano e organizzato dal Rotary club Marina di Massa riviera apuana del centenario all'hotel Excelsior di Marina di Massa, tra i quali il prefetto di Massa-Carrara Enrico Ricci e il presidente del Rotary Andrea Mosca.
 

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