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Faccia a faccia: ecco la Dalmine a Massa

La storia della fabbrica e soprattutto dei suoi lavoratori in una bella mostra alla Villa della Rinchiostra

MASSA. Sorridono stretti in un abbraccio forte tanto quanto l'acciaio che ogni giorno producevano con sudore e con fatica. Immortalati durante l'orario di lavoro e nel tempo libero, in sella ad una vespetta all'uscita della fabbrica e durante la pausa pranzo alla mensa. Scatti in bianco e nero e a colori di una storia lunga cinquant'anni raccontata attraverso una mostra che ripercorre la vita dello stabilimento Dalmine di Massa, allestita a villa Rinchiostra dal 10 al 24 novembre.

“Faccia a faccia – storie di industria, di lavoro e del tempo libero della Dalmine di Massa” è l'iniziativa promossa dal circolo Uisp Quercioli Gianni Rodari di Massa e dalla fondazione Dalmine (archivio storico di TenarisDalmine) in collaborazione con Cesvot e comune di Dalmine, e con il patrocinio di regione Toscana, provincia di Massa-Carrara, comune di Massa, Camera di commercio Massa-Carrara, Confindustria Massa-Carrara, Cgil, Cisl e Uil. Una mostra per ricostruire un momento importante della storia industriale di Massa e «per condividere collettivamente il nostro passato» spiega Sacha Alberti, tra i volontari dell'associazione Gianni Rodari ad aver raccolto materiale per l'esposizione. Storia che inizia nel 1940 e termina nel 1990, anno dello smantellamento dello stabilimento di via Dorsale. Fotografie e ritratti ricordano la fabbrica simbolo della stabilità economica, che all'epoca diede una svolta occupazionale a più di 1500 famiglie apuane.

Un lavoro di ricostruzione che continua a crescere grazie al contributo di chi ha voluto donare all'associazione Gianni Rodari e alla fondazione Dalmine un ricordo del mondo che ruotava attorno alla fabbrica. E che tutt'ora le associazioni stanno raccogliendo e inserendo in forma virtuale sul sito www.facciaafaccia.org. «Parte dell'iniziativa è dedicata al riconoscimento delle facce immortalate – afferma Manuel Tonolini, della fondazione TenarisDalmine - siete tutti invitati a contribuire alla raccolta». La mostra allestita al museo Guadagnucci (all'epoca sede del dopolavoro Cral Dalmine) sarà visitabile ad ingresso libero dal 10 al 24 novembre, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 12. Su richiesta dal lunedì al venerdì al mattino scuole e gruppi potranno visitare l'esposizione.

Sabato 18 novembre alle 21 l'attore Fabio Cristiani presenta lo spettacolo “O'tà pighielo..ch'i laore a la Dalmine”, monologo recitato «che in dialetto racconta del periodo in cui per le ragazze in età da marito sposarsi con un operaio Dalmine rappresentava una garanzia. Racconta di quando gli operai si presentavano alle feste sfoggiando la tuta blu, simbolo di appartenenza e di stabilità economica» spiega l'attore. Martedì 28 alle 17,30 l'incontro “Cittadinanza attiva e beni culturali. Il caso della Rinchiostra”.
 

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