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Uccisa da un'auto pirata, il figlio: «Voglio sapere perché quel ragazzo è scappato»

Parla Matteo Cantoni, figlio della vittima: «Devo capire perché è scappato, non escludo il perdono»

AULLA. «Voglio incontrare l’uomo che ha ucciso mia madre. Voglio capire come ha fatto a scappare via lasciando a terra due persone. Il perdono? Non lo escludo, ma prima vorrei guardarlo negli occhi e farci una chiacchierata». Non vuole giustizia e non grida vendetta. Dalla sua bocca esce un filo di voce ancora segnato dalla sofferenza e dal dolore di questi giorni.

Travolta e uccisa da un'auto pirata: la ricostruzione dell'incidente Due donne sono state travolte sulla strada statale 63 ad Aulla. La mamma è morta sul colpo, la figlia ricoverata in ospedale. Il conducente è stato arrestato dopo la fuga - L'ARTICOLO


A parlare è Matteo Cantoni, figlio di Alice Palmieri, la donna di 87 anni che nel tardo pomeriggio di lunedì è morta dopo essere stata investita insieme alla figlia, Maria Grazia Cantoni, 58 anni, ad Aulla, lungo via Nazionale, all’altezza del quartiere Gobetti. Alice ha perso la vita sul colpo, mentre la figlia è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva del Noa: ha fratture al bacino e alle vertebre.

L’investitore, Francesco Morrone, 22enne, di Aulla, è fuggito subito dopo aver colpito in pieno madre e figlia, prima di causare un altro incidente e di essere intercettato e arrestato dalle forze dell’ordine. La famiglia Cantoni sta vivendo giorni drammatici. Un mare di disperazione, agitato da un pensiero fisso che rimbalza nella mente del figlio. «Perché l’automobilista non ha prestato soccorso? Com’è possibile che non abbia avuto l’umanità di prendersi la responsabilità di ciò che ha compiuto?» .

LE PAROLE DELL'INVESTITORE: "UN COLPO E NON HO CAPITO PIU' NULLA"

Non c’è rabbia nelle parole di Matteo, solo tanta delusione. Così tanta che mercoledì sera ha voluto condividerla sulla sua pagina Facebook, scrivendo un post che in meno di 24 ore ha superato le mille condivisioni.

“Scrivo a te che hai ucciso mia madre, a te che hai ridotto in fin di vita mia sorella. Tutti e dico tutti – scrive Matteo Cantoni su Facebook – possiamo sbagliare e tutti possiamo avere un incidente in qualsiasi momento, ma nessuno può investire e abbandonare due corpi esanimi sull’asfalto con la pioggia battente senza il minimo cenno di rimorso, senza voltarsi indietro. Prova a pensare anche solo per un attimo - conclude il figlio di Alice Palmieri - se qualcuno avesse distrutto con questa crudeltà la tua di famiglia, forse riuscirai ad immaginare il dolore che ci hai provocato. Con la speranza che tu possa leggere questo messaggio”.

Matteo è il più piccolo dei sei figli della famiglia Cantoni, quattro sorelle e due fratelli. La vittima era vedova di Dante Cantoni, e i due erano originari della frazione di Bigliolo; da alcuni anni si erano trasferiti ad Aulla.

Matteo ha vissuto per anni a Milano, prima di tornare in Toscana, a Prato, dove risiede da dieci anni.Oggi è un figlio distrutto, ma che ancora spera in un ultimo gesto di umanità da parte di chi ha strappato alla vita sua madre. «È la freddezza che fa male, l’indifferenza mostrata nei confronti di mia mamma e mia sorella raddoppia il dolore. Aspetto delle scuse da parte sua, delle scuse sincere, fatte di persona. Oggi tutti abbiamo Facebook e tutti lo guardiamo più di una volta al giorno. Ho utilizzato questo canale proprio perché spero che l’investitore legga le mie parole. Spero che si renda conto dello sconforto in cui ha gettato la nostra famiglia».

 

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