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Carrara, Accademia "Michelangelo", il presidente Casani dice no

"Bocciata" la proposta che Crepet fece a Convivere

CARRARA. «Al di là della casa in piazza Duomo e degli atti notarili relativi alla vendita di alcuni blocchi di marmo, quella di Michelangelo a Carrara è stata una presenza che non ha lasciato alcuna traccia significativa. È vero, l’artista soggiornò in città in 6 o 7 occasioni, ma a Carrara non esiste neppure una sua opera e non insegnò mai all’Accademia, anche perché essa, all’epoca dei suoi passaggi in città, non esisteva neppure. Tutto questo mi ha fatto capire che intitolare il massimo istituto scolastico provinciale a Michelangelo costituirebbe il tentativo di appropriarci di una realtà non nostra. Quando chiudiamo gli occhi e pensiamo a questo artista, infatti, lo immaginiamo all’opera a Roma e a Firenze, dove partecipò anche alla vita politica, non a Carrara». È con queste parole che il presidente dell’Accademia Giancarlo Casani ha spiegato le ragioni che hanno spinto i vertici dell’istituto ad accantonare la proposta di intitolare la scuola a Michelangelo, dopo il favore con cui essa era stata accolta inizialmente. A lanciare l’idea, lo scorso settembre, era stato lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, intervenuto alla giornata inaugurale di Con-vivere. L’idea di Crepet, inizialmente, aveva suscitato entusiasmo e condivisione da parte dei vertici dell’Accademia ed in particolare del presidente Casani, che aveva anche espresso l’intenzione di portare la proposta all’attenzione del consiglio di amministrazione della scuola. «In seguito, però –spiega Casani– ho riflettuto e mi sono reso conto che si trattava di un’idea sbagliata, perché il legame tra Michelangelo e il nostro territorio è stato assai tenue. Sì, certo, in città ci sono le cave Michelangelo e presto sarà inaugurato un museo a lui dedicato, così come fino a poco fa esisteva anche un hotel che portava il suo nome, ma l’artista a Carrara non ha lasciato niente di sé. Anziché impossessarci di una primogenitura non nostra, riteniamo che l’Accademia vada promossa in maniera diversa, puntando tutto su quello che è il suo vero brand: la lavorazione artistica del marmo, creando un trinomio vincente costituito da marmo, Carrara ed Accademia». Il presidente dell’istituto, dunque, sembra aver definitivamente accantonato l’ipotesi dell’intitolazione a Michelangelo. «Da parte mia –spiega– non ci sarà più alcun tentativo in questo senso. Se però, in futuro, un altro membro del consiglio di amministrazione riterrà opportuno ripresentare la proposta, sarà assolutamente libero di farlo». Quello di celebrare il rapporto tra Michelangelo e Carrara, invece, resta uno dei punti fermi della politica culturale promossa dalla nuova amministrazione comunale, che a primavera inaugurerà alla Padula il nuovo museo dedicato all’artista. «Che vi sia stato un legame tra Michelangelo e Carrara –ha commentato il sindaco Francesco De Pasquale– è indubbio. Certo, all’epoca di Michelangelo l’Accademia ancora non esisteva, visto che sarebbe nata solo con l’Illuminismo, ma la presenza dell’artista in città è stata reale. Visto che siamo stati riconosciuti dall’Unesco come città creativa, stiamo cercando di realizzare un itinerario storico che ripercorra la sua presenza tra Carrara e Roma, in modo da conferire grande visibilità al nostro territorio. Forse –conclude il primo cittadino– il fatto che l’Accademia resti, in maniera neutra, quella di Belle Arti di Carrara, senza alcuna intitolazione ad un personaggio

specifico, può anche andare bene, visto che artisti come Antonio Canova, di cui la scuola conserva una dozzina di gessi, hanno instaurato con essa un legame ancor più stretto di quello che potrebbe evocare il nome di Buonarroti».

David Chiappuella
 

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