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Giallo a Sarzana: architetto trovato morto, ucciso da un colpo di pistola

La questura propende per il suicidio, sparita in casa del padre una pistola. Giuseppe Stefano Di Negro era sposato e padre di una bambina di 10 anni. La pistola pare fosse a casa di due ragazzi che hanno trovato il corpo

Architetto trovato morto, caso risolto: è suicidio Denunciati i soccorritori. Hanno chiamato il 118 ma anche preso i soldi e la pistola e girato il cadavere. Sono due senza dimora di 19 anni, hanno chiesto scusa per le loro azioni. L'articolo

SARZANA. Gli hanno ritrovato un proiettile nel cranio durante l'autopsia. E viene così scartata l'ipotesi omicidio per l'architetto Giuseppe Stefano Di Negro, trovato morto accanto alla sa macchina sul ciglio della strada sabato notte. Si tratterebbe di suicidio, contrariamente a quanto si credeva nelle prime ventiquattrore di indagini. E dalla casa del padre è sparita una pistola compatibile con il proiettile ritrovato.

Il proiettile, pur provocando una profonda ferita nella zona occipitale del cranio, è stato  trovato dal medico legale in sede autoptica. çLa polizia è orientata dunque a considerare la morte di Di Negro un suicidio. Il proiettile rinvenuto nel cranio dell'uomo durante l'autopsia è compatibile con il revolver calibro 38 special di proprietà del padre di Di Negro, pistola che secondo quanto appreso non si troverebbe più in casa del genitore dell'architetto.

Secondo quanto appreso la pistola è stata trovata in casa dei due ragazzi che per primi hanno ritrovato il corpo. Si sarebbero impossessati della pistola trovata accanto al corpo e l'avrebbero riconsegnata alla polizia dopo un lungo interrogatorio. Ora potrebbero dover rispondere di aver alterato la scena del crimine.

LA VICENDA. Due ragazzi lo hanno trovato agonizzante sul ciglio della strada, sul greto del torrente Calcandola, con il cranio fracassato. E poco dopo, prima dell'arrivo dell'ambulanza, è morto sotto i loro occhi.

A notare il corpo sul bordo della carreggiata, lungo una strada del quartiere Bradia, due giovani che stavano transitando in zona. L'uomo era molto conosciuto sia nello Spezzino, che in Lunigiana: laureato al Politecnico di Milano, negli anni ha redatto progetti nel settore pubblico e privato. Aveva 50 anni, essendo nato nel 1967.

Il corpo, a pochi metri dall'automobile, presentava una ferita alla testa. Secondo i primi accertamenti eseguiti dal medico legale, che ha effettuato un'ispezione esterna del cadavere sul posto, l'uomo avrebbe subito alcuni colpi alla testa, uno dei quali particolarmente profondo, che potrebbero essere stati inferti con un corpo contundente. Ipotesi come detto successivamente smentita durante l'autopsia eseguita lunedì 23.

Le prime indagini avevano preso la strada dell'omicidio.  Nella mattinata di domenica 22 i poliziotti di Sarzana e della Spezia, oltre ai colleghi della scientifica, hanno nuovamente setacciato il luogo in cui è stato trovato Di Negro da due giovani passanti. Si tratta di una via poco trafficata, soprattutto alla sera, a ridosso del torrente Calcandola. Si cercava, in particolar modo, l'oggetto contundente con cui Di Negro potrebbe essere stato colpito alla testa e compatibile con le ferite rilevate dal medico legale.
 
Oltre ai sopralluoghi, la polizia ha sentito nuovamente i due ragazzi che avevano ritrovato l'uomo ancora agonizzante dando l'allarme. Di Negro, incensurato, lascia la moglie e una figlia minorenne.
 
L'architetto si era recato a casa dei genitori sabato sera attorno alle 20 e, successivamente è uscito, probabilmente per incontrare qualcuno. Ora pare chiaro si fosse recato lì per prendere la pistola e non una antica stampa come aveva detto ai suoi genitori.

 

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