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Rischio stangata sugli affitti delle case Erp

La Regione vuole accorpare Massa Carrara con Lucca e Livorno. Aumenti in vista per oltre 2.000 utenti. No dei sindaci

MASSA . La giunta regionale “in nome del principio di equità” ha approvato una proposta di legge sull’edilizia popolare che prevederà, tra le altre cose, un aumento medio dei canoni di affitto del 10/15%, con l’eccezione di chi è inserito nel canone sociale. Che a Massa-Carrara si tradurrà in un affitto più caro ogni mese per oltre duemila famiglie.

Non farebbe certo giustizia alla proposta di legge voluta dall’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ridurla a una mera “rincara affitti”. Si parla di cambio della governance, con un riordino complessivo e l’introduzione di nuove regole per le assegnazioni e il controllo dei requisiti. E però non si può ignorare un dato evidente: quei rincari, che escludono il cosiddetto “canone sociale”, cioè quello minimo, riguardano la maggior parte dei locatari sotto il cappello di Erp. Almeno per quanto riguarda la situazione nella provincia di Massa Carrara.

Difficile fare previsioni sui rincari precisi che arriveranno sul canone mensile che ogni famiglia versa a Erp. Le 1940 famiglie che sono nella fascia media, detta “canone protetto”, presentano una forbice che parte dal canone minimo protetto, che è di 72,92 euro, fino a un massimo di 300 euro. E all’incertezza del calcolo si aggiunga che il rincaro previsto oscilla tra il 10 e il 15%. Pertanto calcolarlo con precisione sarebbe esercizio ozioso.

Si possono però immaginare alcuni scenari. Prendiamo un caso ipotetico, di una famiglia che oggi paga 300 euro, supponendo altresì che venga messo in atto il massimo rincaro previsto, cioè del 15%. Per questo nucleo a fine mese l’importo arriverebbe a 345 euro. A 330 invece se l’incremento fosse limitato al 10%.

In questa fascia media si trova il grosso degli affittuari di Erp. Ci sono però ulteriori 71 nuclei familiari che pagano il canone massimo e che saranno interessati dall’eventuale rincaro. Per loro il cannone mensile può variare da 300 fino a 600 euro, con rincari in percentuale ovviamente superiori.

Invariata invece la situazione di quei 1172 nuclei che fanno parte del canone sociale. 833 di questi pagano l’importo minimo previsto, cioè 40 euro al mese. I restanti 339 hanno tariffe diverse che non superano però i 72,91 euro mensili pattuiti come limite massimo.

Ma come detto la riforma dell’Erp approvata in giunta regionale ha contorni e ambizioni ben più ampi. In particolare l’idea di una riorganizzazione degli ambiti ottimali (Lode), prevedendo la riduzione dei gestori dagli attuali 11 a 3. Seguendo a grandi linee quanto fatto con sanità e rifiuti. Massa-Carrara andrebbe probabilmente con Pisa e Lucca in una maxi area. E su questo i due azionisti di maggioranza dell’Erp provinciale, cioè il sindaco di Massa Alessandro Volpi e quello di Carrara Francesco De Pasquale sono concordi: non è una buona idea.

Piuttosto articolato il rifiuto del primo cittadino massese in quota Pd, socio di Erp al 31%. «L’idea degli accorpamenti mi trova diffidente, soprattutto per quel che riguarda l’edilizia popolare. Credo siano doverosi gli sforzi di razionalizzare per contenere i costi e migliorare i servizi, però è altrettanto vero che le realtà dell’edilizia popolare sono molto diverse le une dalle altre. Immaginare un accorpamento a tre rischierebbe di far perdere la capacità di risposta a esigenze specifiche». Il tema infatti prevede attenzione e cura costanti, scambio quotidiano con gli utenti. Ed è questo che Volpi teme possa scomparire.Non è una bocciatura totale la sua però. «Si potrebbe pensare di aggregare funzioni chiave, come la progettazione di futuri immobili o la manutenzione negli stabili. Magari limitando le consulenze esterne e dunque i costi. Ma ci sono servizi che devono essere a portate del cittadino, così si snaturano le peculiarità dei territori».

Senza appello il giudizio del 5 stelle De Pasquale, azionista di maggioranza in Erp con il 41%. «È la solita politica accentratrice della Regione», commenta lapidario. Per poi aggiungere: «Il proposito è togliere spazi ai sindaci, perché hanno paura di perdere i comuni, e dunque accentrano tutto sulla Regione». Ne fa dunque esplicitamente una questione di mantenimento del potere.

Sulla questione dei rincari il sindaco di Carrara è se possibile ancora più fulminante. «L’idea dei rincari si commenta da sola», commenta ridendo amaro. «Non possiamo che essere contrari a questa riforma, poi se vorranno selezionare come sede Carrara del nuovo ambito siamo ben contenti. Ma rimane la nostra contrarietà». E sul punto è molto critico anche Volpi. «Lo sforzo che andrebbe
fatto è quello del recupero delle morosità, fatto quello verrebbe a cadere la necessità di aumentare i canoni. Così come servirebbe anche un contrasto all’utilizzo improprio, le case cioé che vengono assegnate a chi non ne ha diritto. L’Erp di Massa Carrara ha già cominciato a farlo».

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