Quotidiani locali

Tassa marmi, codice a barre sui blocchi

Il sindaco: le tariffe dell’escavazione saranno calcolate non più sul valore medio ma sul valore reale dei materiali

CARRARA. I grillini iniziano la rivoluzione del pianeta marmo e lo fanno a partire dal sistema di applicazione e riscossione delle tariffe. Le promesse fatte in campagna elettorale sul superamento del valore medio di produzione cava per cava, introdotto dalla precedente amministrazione, diventeranno realtà a partire dal primo gennaio. Lo garantisce il sindaco Francesco De Pasquale che non parla di novità ma di semplice rispetto degli impegni presi con gli elettori.

Un codice a barre per ogni blocco. «Abbiamo già preso contatti con alcune ditte specializzate, da gennaio cambia tutto» anticipa il primo cittadino, alludendo al nuovo sistema di “tassazione” del lapideo. Dall’inizio del prossimo anno ciascun blocco sarà marchiato, con un sistema in grado di identificarne sito di estrazione, qualità del materiale, conformazione e peso. Una volta arrivato all’impianto di pesa di Miseglia, gli verrà associata una tariffa, in base al pregio e alla quantità del materiale. Gli importi per ora resteranno quelli stabiliti dalla vecchia amministrazione, quello che cambia radicalmente è invece il metodo di applicazione delle tariffe. Sì perché da gennaio queste saranno assegnate ai singoli blocchi mentre con il sistema attualmente in vigore oggi, sono associate a un valore medio di produzione presunto, indicato dai tecnici dell’Ufficio marmo e legato alla cava. «Il sistema non sarà più presuntivo, i conti non si faranno più a priori o a posteriori. In pratica avverrà quello che succede in un qualsiasi supermercato, dove siamo chiamati a pagare quello che realmente abbiamo nel carrello, non una spesa presunta calcolata in via teorica» spiega De Pasquale. Il nuovo sistema presuppone dunque che i blocchi possano essere ricondotti in modo certo al sito di estrazione: «Per questo il primo passo sarà quello di garantire la tracciabilità del materiale. Abbiamo già contattato alcune aziende specializzate. Si tratterà di applicare su ogni singolo blocco un marchio o un codice a barre, un segno identificativo che lo accompagnerà dal monte, attraverso la pesa fino a valle» aggiunge il sindaco, anticipando che dal municipio partiranno poi controlli a campione, per monitorare l’affidabilità del sistema.

Ma chi pagherà la marchiatura? «Si tratta di sistemi poco costosi, la spesa si aggira sui 5 mila euro. Dubito comunque che gli industriali abbiano intenzione di collaborare, dunque ce ne faremo carico noi, come comune, certi di rientrare della spesa in pochissimo tempo, visto il maggior gettito che deriverà da questo sistema» replica il sindaco.

Gli attriti con la Regione Toscana sul Regolamento degli agri marmiferi. Ma la rivoluzione del metodo di riscossione delle tariffe non è l’unico fronte su cui è impegnata l’amministrazione. Come ha ribadito lo stesso De Pasquale nell’intervista a “Fuori Roma” il programma di Concita De Gregorio che domenica sera ha dedicato una puntata a Carrara, il marmo è una delle priorità e dunque procede il lavoro sulla riscrittura del Regolamento degli Agri Marmiferi. In queste settimane è in corso un confronto con l’amministrazione toscana per un rinvio ai primi mesi del 2018 della “consegna” del nuovo testo, la cui scadenza è stata fissata dalla legge regionale per fine ottobre.

Ma non sono i tempi a preoccupare l’amministrazione carrarese: «Il problema è che la Regione vuole normare le concessioni. Su questo sta lavorando
il nostro gruppo regionale perché noi pensiamo si tratti di un’ingerenza. Il comune dà in concessione un patrimonio importante e deve essere lui a stabilire le regole, non l’amministrazione toscana che al massimo si dovrebbe limitare a dare degli input generici» polemizza De Pasquale.

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics