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Ospizio lager, chiuse le indagini per tre

Restano indagate la direttrice e due collaboratrici, le stesse che furono arrestate dopo il blitz della Finanza ad agosto

CARRARA. In quel "Giardino fiorito" c’era l’orrore. Gli anziani ospiti della casa famiglia, come abbiamo raccontato lo scorso agosto - quando emersero i particolari sconvolgenti dell’inchiesta dopo il blitz della Finanza - dovevano subire maltrattamenti choc. E così il "Giardino fiorito" fu ribattezzato l’ospizio lager: in carcere, sul momento finirono la direttrice e due collaboratrici. Due le denunciate.

Adesso, a circa due mesi di distanza da quando esplose il caso, la procura ha compiuto un atto fondamentale, cioè ha depositato l’avviso di conclusione indagini. Da questo documento, emerge che la titolare dell’inchiesta, la pm Alessandra Conforti, ha ritenuto di tenere aperto il procedimento nei confronti della direttrice e di due delle sue collaboratrici, in pratica le stesse che in quel torrido agosto furono arrestate nel blitz della Guardia di finanza e che adesso sono ai domiciliari.In sostanza, le tre per le quali va avanti il procedimento sono Luana Ginesi, 60 anni; Simonetta Menconi, 53 anni; e Sara Luisotti, 33 anni; tutte residenti ad Avenza e assistite rispettivamente dagli avvocati Giovanna Barsotti, Elisabetta Borri e Luigi Tavella.

Carrara, gli orrori dell'ospizio lager: schiaffi e insulti agli anziani ospiti "Stai fermo, stai dritto o ti mangio vivo". Queste le urla che si sentivano nell'ospizio lager Giardino Fiorito di via Del Medico a Avenza, dove sono scattati tre arresti e due denunce. A pronunciarle erano la direttrice e le assistenti. Le immagini diffuse dalla Guardia di Finanza sono sconcertanti. Si vede un anziano a letto, che chiama perchè ha bagnato il letto. Su di lui la furia di una operatrice: "Ora basta, ora basta, ora cosa fai?" E ancora schiaffi, schiaffi forti. Dal video si sentono gli schiocchi - L'ARTICOLO

Tutte e tre sono indagate per maltrattamenti aggravati in concorso - si spiega nell’avviso di conclusione indagini - «Perché agendo in concorso tra loro, Luana Ginesi in qualità di amministratore unico e gestore della casa famiglia "Il Giardino Fiorito" di via del Medico 5, Sara Luisotti, Simonetta Menconi, quali dipendenti e collaboratrici alternatesi in diversi periodi, maltrattavano gli ospiti anziani della casa, aggredendoli e percuotendoli reiteratamente, ingiuriandoli, somministrando loro in quantità smodate ed incontrollate dosi di ansiolitici e tranquillanti, senza alcune prescrizione medica, al fine di ridurli in stato soporoso, razionando loro cibo ed acqua, strattonandoli ed urlando nei loro confronti, nonché usando strumenti di contenzione non autorizzati, così da rendere penose le condizioni di vita e da ingenerare negli anziani un forte stato di soggezione. Con le aggravanti di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera e nei confronti di persone che in riferimento all’età avanzata erano in condizioni di minorata difesa».

Sono inoltre citate nel documento, però per loro non c’è l’avviso di conclusione indagini, le due dipendenti che al momento del blitz della Finanza furono solo denunciate; l’impressione è che la loro posizione sia stralciata e si vada verso una richiesta di archiviazione.Nell’atto sono riportati anche i nomi e cognomi di alcuni degli anziani vessati e maltrattati, ma abbiamo scelto non riportarli per tutelare la riservatezza.Le parole dell’atto giuridico, quindi, sintetizzano tutto quello che emerse dalle foto e dalle intercettazioni contenute negli atti dell’inchiesta. Tipo "Devi andare in bagno, no, stai lì e fattela addosso". O ancora: "Non provare a slegarti perché ti affetto". Una cronaca dell’orrore quella raccontata dalle intercettazioni raccolte dalla lunga attività investigativa della Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Massa-Carrara. Come scrivemmo ad agosto scorso, dalle frasi, registrate all’interno della casa famiglia Giardino Fiorito si raccontava una storia di disperazione, quella degli anziani ospiti, dei loro pianti, dei loro tanti (tantissimi) "voglio andare a casa" che urlano quasi ogni giorno, coperti dal frastuono delle segheria, in piena funzione a soli pochi metri dall’ospizio lager di via Del Medico. Non solo.

Era l’otto di marzo dello scorso anno. Poco prima delle due del pomeriggio, la direttrice, Luana Ginesi, dice a una delle sue collaboratrici che tutti gli anziani hanno dormito grazie alla combinazione di ansiolitici che aveva loro somministrato. «Tutti hanno dormito, gli ho fatto un cocktail meraviglioso. Gli ho fatto una bomba di quelle...». Adesso con la conclusione indagini - che vale anche come avviso di garanzia - gli avvocati difensori delle tre indagate hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione o chiedere di essere interrogati. Al termine di questo periodo, il pm valuterà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento.Anche le parti offese sono state avvertite che le indagini preliminari si sono chiuse.

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