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Meno denunce, ma resta l’emergenza furti

I numeri proiettano Massa-Carrara tra le province più sicure della regione  Cautamente soddisfatte le istituzioni, che chiedono più agenti sul territorio

MASSA-CARRARA. La provincia di Massa-Carrara è una delle più sicure della Toscana. Ma ha una macchia: i furti. Lo dicono i numeri. Le denunce presentate nel 2016 sono state complessivamente 7683, in calo del 12,2% rispetto al 2015. A livello regionale l’area apuana è terza nella classifica dei territori più sicuri, dopo Arezzo e Siena. Restano molti, però, i casi di furto: la statistica ne conta 3088 per 100mila abitanti. Con 200mila residenti in provincia, emerge che la stragrande maggioranza delle segnalazioni riguarda proprio questa tipologia di reato.

Le denunce per rapina, invece, sempre nel 2016, sono state 38 ogni 100mila abitanti (quindi, circa il doppio in totale). In questo settore Massa-Carrara si piazza quinta in Toscana, con Livorno, Pistoia, Grosseto, Arezzo e Siena che hanno fatto registrare un numero minore di episodi. Due le medaglie d’oro regionale per la sicurezza, per ciò che riguarda i reati di estorsione, con 10,17 denunce ogni 100mila abitanti, e truffe informatiche, 180 segnalazioni lo scorso anno ogni 100mila residenti.

La matematica offre spunti incoraggianti, ma il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, getta acqua sul fuoco: «Ciò che emerge dai dati fa sicuramente piacere, ma c’è da considerare un aspetto. Vengono segnalate solamente le denunciate presentate alle forze dell’ordine. I numeri, dunque - spiega De Pasquale - potrebbero anche significare che anziché diminuire la criminalità, sta aumentando l’omertà da parte dei cittadini». Più legalità o più silenzi? Impossibile stabilirlo. Intanto proseguono i tavoli di confronto, con Comune e Prefettura determinati a migliorare la qualità della vita dei cittadini: «Lo sforzo si sviluppa su due fronti - dice Alessandro Volpi, sindaco di Massa - perché da una parte dobbiamo incrementare la sicurezza, dall’altra la percezione della sicurezza che ha la gente».

Due aspetti ben diversi, che tira in ballo anche De Pasquale: «Molte persone abbinano la presenza di stranieri all’insicurezza. In molti se vedono un extracomunitario per strada non si sentono al sicuro. In realtà questo non rappresenta un mancato servizio da parte di carabinieri o polizia - prosegue il sindaco di Carrara - ma una semplice proiezione psicologica del singolo soggetto, che varia da persona a persona». Viaggiano sulla stessa linea, quindi, i sindaci delle due principali città della provincia. E il pensiero è lo stesso anche per quanto riguarda lo sforzo della Prefettura: «Sono rimasto positivamente colpito - racconta Volpi - da quanto le forze dell’ordine conoscono le dinamiche nelle varie zone».

Un lavoro, quello degli agenti impegnati sul territorio, che potrebbe essere ancora più efficace, se solo venisse potenziato: «Le nostre città d’estate raddoppiano il numero di abitanti a causa del turismo balneare. La gente esce anche di sera - riprende De Pasquale - e vorrebbe vedere sempre le divise in giro. Purtroppo questo non è possibile». E se non ci sono uomini in più da schierare in città, la soluzione arriva dal più moderno “fai da te” in tema di sicurezza: le telecamere.

«Abbiamo partecipato a un bando regionale per acquistare decine di telecamere da installare nelle varie zone di Carrara, stiamo attendendo la risposta», fa sapere De Pasquale. Tecnologia e collaborazione. Perché l’occhio elettronico da solo non basta per combattere ladri e malviventi.

Il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, crede in futuro fatto di solida cooperazione tra Comuni, forze dell’ordine e cittadini: «Le istituzioni locali devono garantire il decoro della città, evitando situazioni di degrado. Carabinieri, polizia e gli altri corpi devono proseguire con controlli sempre più capillari e i cittadini devono segnalare circostanze sospette e, soprattutto, organizzarsi contro i malintenzionati. L’epoca delle chiavi nella porta - dice Lorenzetti - è finita».

Vietato abbassare la guardia, la guerra per la sicurezza va avanti e ci sono ancora molte battaglie da combattere. Alcune di queste anche su campi diversi dalla repressione.

Perché anche l’aspetto psicologico è un fattore da tenere in considerazione, come osserva il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini: «Le comunità devono ritrovare l’umanità. Per questo motivo puntiamo molto su iniziative sociali e di associazionismo, perché dove c’è un tessuto sociale forte, le cadute dei singoli vengono attutite e, in molti casi, addirittura scongiurate».

Sulla situazione in Lunigiana, Baracchini parla di un contesto a due facce: «Da una parte sono contenta perché il nostro territorio è piuttosto sicuro. Dall’altra c’è più

di un pizzico di tristezza, perché molti dei reati non vengono commessi da professionisti, ma da persone disperate che non sanno come arrivare alla fine del mese. Fortificare il senso di appartenenza - conclude Baracchini - significa non lasciare sola questa gente».

 

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