Quotidiani locali

«Quel binario è un pericolo»

La protesta di un sindacalista per il caos stazione: «Quando inizierà l’università sarà un macello»

MASSA. «Il binario due della stazione di Massa mette a rischio l’incolumità dei passeggeri, soprattutto non appena inizieranno le lezioni all’università di Pisa. Pensare di smaltire il traffico soltanto su un marciapiede è pericoloso, forse a Trenitalia non si rendono conto di quanti pendolari ci sono alle sette del mattino. Già non bastava il primo binario, figuriamoci il secondo dimezzato». A parlare è Gabriello Cima, responsabile dei pensionati Cisl. Cima ha un passato da operaio della Piaggio e ha sempre fatto il pendolare, da Pontedera a Massa. E in fabbrica si occupava proprio della sicurezza dei metalmeccanici che costruiscono la Vespa: «So di cosa parlo - continua -, non è pensabile stipare centinaia di persone a ridosso della linea gialla. Se passa un merci si trascina via qualcuno. È meglio dirlo adesso, così magari cercano di risolvere il problema». Cima punta il dito - come ha fatto l’inchiesta del Tirreno pubblicata ieri - contro il doppio cantiere: «È sacrosanto realizzare un ascensore per i disabili, ma perché farlo in concomitanza con i lavori di allargamento delle rotaie? Non potevano differire gli interventi? Non so se è possibile fare qualcosa, ma sicuramente ci muoveremo per avere una certificazione di idoneità di quel binario». Il sindacalista poi si lamenta per la cancellazione dei treni regionali: «Hanno tagliato convogli alla mattina, quando studenti e lavoratori si spostano. Davvero non capisco questa strategia. La gestione di questa situazione poteva essere differente».

I disagi. Intanto c’è da registrare la serie di disagi che hanno subito i pendolari nel primo vero giorno di test (i lavori sono iniziati domenica, ma il banco di prova è stato lunedì). In tanti sono arrivati senza essere informati sui nuovi orari. C’è chi si è visto il convoglio cancellato e chi se lo è visto spostare ad Avenza. Il caos più totale. In tutto questo poi gli schermi a un certo punto hanno smesso di funzionare (dalle 19 in poi) e complice i forti ritardi dei treni a lunga percorrenza (a causa del maltempo che ha colpito Roma) non si capiva quale treno stava sopraggiungendo. Qualcuno è salito su un regionale credendolo un Intercity ed è sceso al volo dopo aver chiesto informazioni a chi era già a bordo. Vero che dagli altoparlanti una voce indicava il numero del treno, ma con gli operai che sono a lavoro non si capisce bene cosa dica quella voce metallica. Tante le proteste alle biglietterie, ma dall’altra parte del vetro ci sono solo degli impiegati che non hanno alcuna responsabilità per quello che sta avvenendo. E non sanno cosa rispondere. La speranza è che con il passare dei giorni la situazione possa migliorare, anche se come dice il sindacalista quando
ci sarà il via alle lezioni universitarie i pendolari raddoppieranno. Con tutte le conseguenze del caso.

Fino al 4 novembre. Fino al 4 novembre bisognerà pazientare e stare attenti a non oltrepassare la linea gialla. Lo spazio è davvero poco. Serve prudenza. (d.d.)

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie