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Carrara, rimborsi dai consiglieri, partono i primi ricorsi

Simone Caffaz: gli oltre 400mila euro calcolati dai dirigenti non sono giusti insieme ad altri mi farò tutelare da un legale. Dell’Amico: sono in buona fede

CARRARA. L’amministrazione De Pasquale ha presentato il conto, chiedendo - con tanto di delibera - a 41 dei vecchi consiglieri comunali oltre 400mila euro: cifra relativa all’indennità che sarebbe stata versata (e incassata) indebitamente. Si apre un caso e, soprattutto, si annuncia una battaglia in tribunale. Molti dei consiglieri coinvolti infatti si sono già rivolti all’avvocato. E, intanto, anche chi non lo ha ancora fatto ci tiene a mettere in chiaro una cosa: «Non fateci passare per quelli che hanno incassato soldi indebitamente - spiega l’ex consigliere d’’opposizione Iginio Dell’Amico - ci sono state delle mancanze da parte dei dirigenti che hanno fatto arrivare le cose fino a questo punto. Io sono in buona fede e pronto a pagare ma, prima, facciamo bene i conti».

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Sono 47 i consiglieri comunali, di cui tre in carica (Luca Barattini, Dante Benedini e Maurizio Lorenzoni) e due deceduti (Giancarlo Ribolini e Achille Sicari) che dovranno restituire i rimborsi

E l’annuncio di avere, insieme ad altri ex consiglieri, affidato l’incarico a un legale, l’avvocato Riccardo Lenzetti. « Premesso che la cosa sul piano economico mi interessa giusto un tubo, essendo tra tutti gli ex consiglieri comunali uno di quelli che "dovrebbe" restituire meno soldi al Comune - si legge nella nota di Caffaz sul social - Tutto deriva dall'interpretazione artificiosa che si è voluto attribuire a una norma che prevedeva che i consiglieri comunali potessero percepire un'indennità di funzione invece dei gettoni di presenza a condizione che tale indennità procurasse al Comune "pari o minori oneri finanziari". La norma - non più esistente - non specificava l'orizzonte temporale, ma è di tutta evidenza a chiunque che il periodo a cui ci si riferiva fosse la consigliatura o tutt'al più ogni anno solare. Due zelanti dirigenti comunali, con l'opportunistico placet di Angelo Zubbani e il populistico novello sostegno di Depa & C., hanno invece sostenuto che "i minori oneri finanziari" per chi ha percepito l'indennità di funzione avrebbero dovuto esserci non annualmente o ogni consigliatura ma ogni mese. In conclusione, preciso che essendo in 41(alcuno dei quali con somme da restituire ben più rilevanti delle mie) mi rimetterò alle decisioni della maggioranza, ma il mio voto sarà per andare avanti fino alla cassazione spendendo di avvocati anche 10 volte la somma che "dovrei" al Comune, pur di dimostrare che tutto questo deriva solo da chi vuole salvarsi la faccia (dirigenti) e da chi non perde occasione per gettare il bambino con l'acqua sporca per biechi interessi di bottega che nulla hanno a che fare con quelli della comunità».

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