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Giro di vite sulla pausa caffè

Carrara, a Palazzo civico arrivano i registri: i dipendenti dovranno segnare ogni uscita

CARRARA. Giro di vite sulle uscite dall’ufficio durante gli orari di lavoro, e pure sulle pause sigaretta.

L’amministrazione grillina stringe le maglie sulle condotte dei dipendenti pubblici sia a Palazzo civico che nei vari distretti. E lo fa attraverso due provvedimenti diversi: il primo (con una determinazione, la numero 96 del 3 agosto scorso firmata dal dirigente del settore affari generali e personale Cristiano Boldrini) ha previsto l’installazione di «sette nuovi terminali di rilevazione presenze con relativo software». Il secondo provvedimento è entrato in vigore solo da un paio di giorni: si tratta di vari registri, consegnati nei settori di Palazzo civico, in cui verranno appuntati gli orari di uscita dei dipendenti (anche quelle per la pausa sigaretta e pausa caffè).

Sette nuovi rilevatori di presenze: spesa da 4. 700 euro. Una spesa di 4. 700 euro che ha come obiettivo quello di monitorare entrata e uscita dei dipendenti dai vari distretti: per la precisione, come si legge nella determina, quello socio sanitario di Carrara in piazza Sacco e Vanzetti e quello di Avenza, in via Campo D’Appio. Le nuove apparecchiature sono state poi posizionate nelle piscina comunali di Marina e di Carrara, nel campo di atletica di via Bassagrande, all’asilo Koala in via Casalina a Bonascola e a quello Le Mimose in via Luni a Avenza.

Un vero e proprio giro di vite che monitorerà, con precisione elettronica, entrate e uscite dei dipendenti, anche quelli che lavorano fuori dal palazzo comunale e che fino ad oggi non avevano l’obbligo di “timbrare”.

I nuovi registri per le uscite dei dipendenti. A Palazzo comunale li hanno portati, su disposizione dell’assessore con delega al personale Matteo Martinelli un paio di giorni fa. Si tratta di registri, molto simili a quelli della scuola, in cui verranno appuntati nome, cognome orario di uscita, di rientro e motivazione, dai dipendenti comunali che vorranno prendersi una pausa dal lavoro.

Un giro di vite che, di fatto, tradurrebbe in concreto, il decreto Madia (d. lgs numero 75 del 2017) che regolamenta il lavoro nelle pubbliche amministrazioni, anche attraverso un monitoraggio del tempo di pausa che viene considerato come sottratto al normale orario d’ufficio.

Insomma da ora in poi sembra proprio che anche l’uscita per la pausa sigaretta sotto a palazzo civico, o semplicemente la corsa al bar per il caffè, diventerà molto più rara perché prima ci sarà l’obbligo di registrarsi, con tanto di supervisione del dirigente di settore.

Ogni singola uscita, cosa che fino ad oggi non avveniva e che invece, da qualche giorno a questa parte, dovrà essere documentata sul registro con nome, cognome e motivazione. E, soprattutto, dovrà esserci la supervisione del dirigente del settore

Un vero e proprio scossone a Palazzo civico che, è bene precisarlo non ha nulla a che fare con la vicenda dei cosiddetti “furbetti del cartellino”. Questa è tutta un’altra cosa e ha a che fare con il decreto legislativo che regola menta la pubblica amministrazione. O meglio con il decreto Madia che ha
dato un giro di vite sui dipendenti pubblici aumentando i controlli e applicando, appunto, la legge.

L’amministrazione grillina ha sposato la causa e quindi i vari settori di palazzo civico sono già stati dotati dei registri di presenze e uscite.

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