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A Borgo del Ponte il calcio torna alle origini popolari

Massa, tre squadre di quartiere si sono sfidate per un torneo basato sull’aggregazione L’iniziativa dentro la manifestazione “Cantieri Aperti”, con musica e arte

MASSA. Nel 1945 giocava con una palla fatta di pezza nel cortile di Borgo del Ponte. Allora nel borgo non c'era ancora il campo da calcio, e Silvio Riccardi, residente storico della frazione, ignorava che il calcio sarebbe diventato una pezzo importante della sua vita.

Lo scoprì un anno dopo, nel '46, quando nel campo di San Pio X venne a giocare la Juventus. E per quei colori fu subito amore, tanto che dopo sessant'anni, in occasione della “Soccer performance” organizzata dal festival Cantieri Aperti, continua ad indossare il cappellino bianco nero, e del calcio non ha più potuto fare a meno.

«Ma partite di questo genere – ha commentato Riccardi – non mi era ancora capitato di arbitrarle». Un genere sicuramente fuori dall'ordinario, una partita di calcio popolare scandita da una playlist musicale scelta dal coreografo Marco Mazzoni; un torneo disputato tra tre squadre di quartiere che rifiutano il calcio moderno in virtù di uno sport accessibile a tutti, che parla di aggregazione e antifascismo.

Sono le 19 quando ha inizio il torneo organizzato da Cantieri Aperti, il festival che fino al 10 settembre propone nella frazione di Borgo del Ponte a Massa, concerti, dibattiti, incontri d'arte e presentazioni di libri. Ad assistere alla performance di martedì scorso, che si è tenuta nel campo da calcetto di Borgo del Ponte, c'erano famiglie e curiosi, ed una larga partecipazione da parte delle tifoserie delle tre squadre che hanno preso parte all'evento: lo Spartak Apuane di Montignoso, la Resistente Atleti Socialisti di Genova e i Giovani del quartiere di Borgo del Ponte.

«Abbiamo scelto di partecipare a questa iniziativa – ha commentato Brando Ratti, presidente dello Spartak Apuane – perché crediamo che a questi livelli il calcio, e in genere lo sport, assuma un forte connotato sociale e di aggregazione, senza fini di lucro, né interessi individuali, né di guadagno. Cerchiamo di portare dei valori all'interno della squadra che siano condivisi, come l'antifascismo, l'antisessismo e l'antirazzismo».

Un occasione anche per festeggiare il compleanno della Resistente di Genova, che dalla prima partita di campionato Uisp, da quest'anno parteciperà al campionato a 11 nel capoluogo ligure: «il progetto coinvolgerà molti ragazzi in fuga dalla guerra e dalla fame, arrivati a Genova in cerca di un futuro migliore dopo aver attraversato il Mediteranno. Grazie alla disponibilità dell'Autorità portuale di Genova, che ci ha messo a disposizione il suo campo da calcetto, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi ciò che significa una partita di pallone per queste persone: un'occasione per emanciparsi e liberarsi dalle sofferenze, dalle privazioni e dalle paure. Significa la speranza di costruirsi una vita diversa».

Momenti di commozione anche per l'inaugurazione del festival, con l'installazione fotografica di “Corpi Abitanti”. Le fotografie dei residenti storici, stampate a dimensione umana e affisse tra le stradine del borgo, sono state accolte dalla comunità con affetto e coinvolgimento. A poche ore dall'inizio il festival ha ottenuto uno dei primi risultati sperati: coltivare la memoria
storica della frazione, promuovendo un senso di comunità aperta al nuovo. Il programma di oggi prevede la presentazione nei giardini di Borgo del Ponte della novella multimediale “La piccola storia del melo incantato” del teknoartista Giacomo Verde.

Camilla Palagi

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