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Massa

Denunce per il regolamento urbanistico

La società che gestisce la torre Fiat se la prende con gli architetti incaricati dal Comune: «Hanno perso i nostri documenti»

MASSA. Non è ancora cominciata la discussione del regolamento urbanistico nella commissione competente che già scoppia una grana: un caso di documenti all’apparenza persi ma in realtà pervenuti agli uffici comunali.

Si tratta di una controdeduzione degli architetti nel regolamento urbanistico sulla torre Fiat che, nel rispondere a un’osservazione della Verve, sostengono che la società «fa riferimento ad allegati che in realtà non ci sono». Peccato che, come dimostra lo scambio della posta certificata tra amministrazione e Verve, quegli allegati sono stati regolarmente inviati. E ricevuti il 19 dicembre 2015. E ora la Verve annuncia che denuncerà in procura gli architetti incaricati di redigere il piano.

«Sono stati rubati o sono andati smarriti?», si chiede il vicepresidente di Verve, Doriano Cranco. «È una vicenda paradossale, non possono sparire così dei documenti che in realtà sono stati inviati per tempo. E alla nostra richiesta di chiarimenti non è stata data risposta».

Le controdeduzioni rispondono alla richiesta di Verve di intervenire sulle camerate interne per chiuderle, come in un albergo. Alla torre infatti le camerate sono aperte lungo la spirale delle rampe, come da progetto iniziale pensato per colonia di bambini. Che rimane la vocazione principale anche dell’attuale gestione, che però vuole parallelamente portare avanti la vocazione alberghiera. Quest’anno a lavoro dentro la torre ci sono 120 addetti. Eppure ad agosto rimarranno libere 72 camere ed è difficile immaginare un turista che voglia affittarle senza porte o muri che separino la stanza dal resto della struttura.

Però, lamentano da Verve, le controdeduzioni i professionisti incaricati le hanno fatte senza leggere il materiale inviato. E a leggere bene c’è di più. «Ci sembra che ci sia una questione anche legata alla scelta di questi professionisti. Un’altra osservazione al regolamento, la numero 753, è a firma dell’associazione culturale Giovani architetti Massa Carrara. L’architetto che l’ha scritta, Silvia Nicoli, è però la fidanzata di uno degli architetti incaricati dal comune, dalla giunta Pucci: Massimiliano Nocchi. Non ci sembra opportuno che accadano questo tipo di cose. Non è un caso che altrove, ogni volta che bisognava redigere un regolamento, venissero scelti professionisti esterni al territorio. In questo caso, così come anche per Franco Lorenzani, si tratta di persone originarie del luogo. Con le quali peraltro abbiamo avuto dei diverbi piuttosto accessi in occasioni di confronti pubblici sul tema. Io queste le chiamo vendette trasversali. Pagati 750mila euro per un piano che è una nefandezza».

Quello che Verve contesta è che nell’osservazione in questione si suggerisca di «prevedere una maggiore tutela degli spazi interni di edifici di grande valore architettonico come la Torre Fiat e la colonia Olivetti». Secondo Cranco, maggior tutela «si deve tradurre nella salvaguardia dell’operatività gestionale della struttura attraverso interventi di ristrutturazione che non tradiscano il progetto originario, ma consentano una fruibilità turistica dell’edificio. Come peraltro già avvenuto con la sorella minore della nostra Torre in località di Oulx, in Piemonte. Il timore è che la Torre, imbrigliata in retoriche e fantasiose velleità di presunti storici dell’arte, che la vorrebbero uguale a se stessa, diventi una seconda “Ettore Motta”, altare del degrado e dell’abbandono».

«Se avessero letto il documento – attacca Cranco – avrebbero scoperto che noi intendevamo seguire il progetto già messo in atto alla torre di Oulx, in accordo con la soprintendenza. Che per l’appunto è competente in questo caso. Che interesse c’è a limitare, in maniera insensata, l’attività turistica della Torre. La Turimar quest’anno è rimasta chiusa, si vuole fermare anche la Fiat? Ci auguriamo
che il sindaco e il consiglio vogliano, nel prosieguo dell’iter di approvazione, garantire la trasparenzasenza farsi influenzare. Noi comunque andiamo in procura a denunciare i professionisti, non si possono gestire cose così importanti smarrendo documenti», conclude Cranco.



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