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Ciani nuovo re del deserto: «250 chilometri di emozioni» 

Massa-Carrara, allenato da Barghini, Nicola ha gareggiato in Africa, Medio Oriente e Asia.  Nel Gobi è arrivato secondo nella tappa più lunga: «È stata un’esperienza di vita»

MASSA-CARRARA . Sta diventando un protagonista delle ultramaratone più estreme, quelle nel deserto. Nicola Ciani si è preso la briga di ottenere un lusinghiero ottavo posto nella durissima maratona che si è svolta recentemente nel deserto del Gobi, il grande deserto situato a metà tra la Mongolia meridionale e la parte nord della Cina. Una competizione che rientra nel circuito denominato “4 desert Marathon” che prevede una tappa nel Gobi, una in Cile, una in Namibia e una in Antartide. La tappa affrontata da Ciani prevedeva la bellezza di 250km da coprire in sei tappe con dislivelli che, per le prime tappe, raggiungono i duemila metri e, via via, salgono sino ad oltre i tremila. Condizioni davvero estreme in un paesaggio unico e misterioso. «Ho fatto per la prima volta questa gara – spiega – e per me si è trattato della quarta ultramaratona nel deserto dopo quelle affrontate nel Kalahari in Africa, in Oman e in Iran. Dire che è stato impegnativo è dire nulla visto che ti trovi a correre nei boschi, in mezzo ai fiumi e nei guadi in un ambiente atipico dove si incontrano lungo la strada tanti animali come mucche e cavalli. Dormivamo nelle tende tipiche del luogo che si chiamano yurta, una esperienza davvero unica se si pensa che questo territorio non è conosciuto visto che turisticamente non è battuto ed in certi casi le popolazioni dei vari luoghi attraversati non avevano mai visto un europeo». Ciani ha concluso la sua fatica in 32 ore e 40 minuti togliendosi la soddisfazione di arrivare secondo nella quinta tappa, quella ribattezzata “La lunga marcia” che copre 80 chilometri tutti nel deserto del Gobi. «Dopo la terza tappa – ha spiegato l’ultramaratoneta – ho accusato dei problemi e alla fine della quarta tappa ero tredicesimo. Nella quinta tappa sono arrivato secondo e questo mi ha permesso di ottenere l’ottavo posto finale assoluto. Sono soddisfatto sia dal punto di vista sportivo che dell’esperienza di vita, ora il mio obiettivo è quello di fare un’altra maratona nel deserto. Spero di poterne fare ancora tante, magari visto che ho già gareggiato in Africa, Asia e due volte in Medio Oriente la prossima sarà in un continente nuovo».



Allenatore di Ciani è Paolo Barghini, ultramaratoneta e trainer di livello mondiale. Ora si diverte a organizzare eventi di grande rilievo con la sua World Running Academy. «I risultati che stanno raggiungendo Ciani e Del Vecchio sono meritati perché sono due ragazzi che mettono passione e dedizione in quello che fanno dedicando a questo sport molto del loro tempo, così i risultati arrivano. Io che la maratona in Cina l’ho affrontata due volte nel 2008 e nel 2011, in questo caso arrivando terzo, posso dire che ci si trova ad affrontare gare lunghe e viaggi lunghi. Si corre in ambienti particolari con temperature difficili; ad esempio, se di regola, a due, tremila metri di altezza si hanno temperature rigide, in Cina si hanno quaranta gradi».

Alessandro Tabarrani


 

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