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Primi in Toscana per sfratti emessi 

La Provincia di Massa-Carrara registra il 23% in più di provvedimenti e una famiglia su 358 rischia di perdere casa

MASSA. In provincia di Massa-Carrara una famiglia su 358 è sotto sfratto; a Firenze, per fare un confronto con una città metropolitana, il rapporto è di uno a 360. In Italia una famiglia su 419 rischia ogni giorno di perdere casa. E ancora: la provincia apuana risulta prima in Toscana per aumento di provvedimenti di sfratti emessi, nel 2016, con un +23%.

Sono questi alcuni dei dati diffusi dal ministero degli Interni, relativi agli sfratti eseguiti nel 2016. Dati che, in Toscana, vedono la provincia apuana unica ad aver aumentato nell’ultimo anno i provvedimenti di sfratto emessi, passando da 202 a 249, appunto il 23,27% in più. Aumenta nel 2016 anche la richiesta di esecuzione, che passa da 583 casi a 613, il 5, 15% in più.

L’aumento della richiesta non coincide però con l’esecuzione effettiva. Anzi. Il dato ci vede in controtendenza, rispetto al resto della Toscana, perché a Massa-Carrara sono stati eseguiti in un anno soltanto, si fa per dire, 128 sfratti, rispetto ai 613 richiesti, dopo Grosseto, Pistoia e Siena.

Secondo il Sicet di Massa-Carrara (sindacato inquilini casa e territorio) però, questo non è confortante: significa che il disagio è aumentato, ma che burocraticamente non si è riusciti a portare a termine gli sfratti. In provincia, gli sfratti per finita locazione sono stati 12, di cui 5 nel capoluogo, a Massa; gli sfratti per morosità sono stati 166, di cui 66 nel capoluogo, per un totale di 249 provvedimenti di sfratto emessi; come detto 613 sono state le richieste di esecuzione e 128 gli sfratti eseguiti. A questi numeri vanno aggiunti i provvedimento che riguardano le case popolari, circa 20 soltanto a Massa in esecuzione in questi mesi e quelli relativi al progetto “Comune garante”, fallito a causa della morosità costante degli inquilini, che hanno portato al Comune un buco di circa 700mila euro.

Il disagio abitativo in Italia, dunque, continua ad aggravarsi e a livello nazionale Cgil e Sunia, il sindacato degli inquilini, sottolineano soprattutto il dato drammatico delle morosità che rappresentano il 90% dei 61. 718 provvedimenti di sfratto emessi.

«Rintracciarne le cause non è difficile- commenta Francesco Osatrogovich, segretario territoriale Sicet-: crescono le difficoltà delle famiglie nel sostenere le spese con i propri redditi o le proprie pensioni e così gli affitti diventano una di quelle rate impagabili. A massa Carrara preoccupa il fatto che il 23% in più di provvedimenti di sfratti è dovuto a morosità incolpevole»

Anche a Massa-Carrara, dunque, dove è più facile controllare il fenomeno all’interno delle case popolari, perché l’ente pubblico cerca di non arrivare all’esecuzione dello sfratto, diventa impossibile frenare l’emorragia tra i privati. Non solo: secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno aumentano in Italia anche le richieste di esecuzione forzosa (+3, 09%), un disagio abitativo che ormai assume caratteri strutturali e non consola il fatto di non essere tra le regioni più colpite.

Dall’analisi dei dati riferiti ai provvedimenti di sfratto emessi nell’anno 2016 emerge che il maggior numero di questi si concentra in Lombardia con 11. 049 provvedimenti, che rappresentano il 17, 9% del totale nazionale, seguita dal Lazio con 8. 499 (pari al 13, 8%), dal Piemonte, con 6. 920 (pari al 11, 2), dall’Emilia Romagna con 6. 124 (pari al 9, 9%), dalla Campania con 5. 714 (pari al 9, 3 %) e poi dalla Toscana, sesta in classifica, con 4. 613, pari all’7, 5 % del totale.

«Il Governo– commenta ancora Ostrogovich– continua a non avere una strategia, anzi, riduce
il fondo per la morosità incolpevole, dopo aver completamente azzerato quello di sostegno alla locazione 2016-2017».

Per questo, a livello nazionale, i sindacati rilanciano il Piano di Edilizia Residenziale Sociale, elaborato, “con una programmazione pluriennale”.



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