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La denuncia di una donna: «Dei giovani mi hanno quasi uccisa con la bottiglia»

Massa: una donna racconta di una brutale aggressione da parte di un gruppo di ragazzini in via Zolezzi

MASSA. Una donna, che chiede l’anonimato per questioni di sicurezza, racconta di una brutale aggressione da parte di un gruppo di ragazzini in via Zolezzi, a casa sua. L'ennesimo fatto increscioso verificatosi in questa zona molto colpita dalla micro criminalità. E infatti qualche sera dopo hanno tentato di colpire un’altra donna alla testa tirandole un sasso. «Mi sono affacciata dal terrazzo di casa alle 23 – racconta la donna – e uno di questo gruppo di minorenni, che ho individuato, sotto effetto di alcol e pastiglie mi ha tirato una bottiglia di birra. Fortunatamente mi ha sfiorato la tempia, ma stando al mio dottore, bastava un centimetro affinché mi togliesse un occhio o mi uccidesse: un tentato omicidio. La cosa ha avuto delle conseguenze, choc e problemi motori per tre giorni».

Quello che per la donna è intollerabile «è che i portici dei Palazzi Abba sono zona privata per il solo uso dei residenti, mentre il suddetto gruppo vi soggiorna dalle 14 di pomeriggio sino alle tre del mattino».

Un episodio non isolato. «Negli ultimi tre anni - racconta lei – ho ricevuto minacce di morte, atti osceni, spaccio ed uso di stupefacenti. Hanno urinato ovunque, vomitato ovunque, incendiato, rotto una balaustra non più tardi di un giorno fa, rubato e rotto biciclette».

E la delusione per gli scarsi risultati. «Li ho denunciati alla polizia, ai carabinieri, al sindaco, al prefetto e il 20 giugno dello scorso anno alla procura della Repubblica. Risultato? Sono ancora qui. Cosa ho ricevuto io per aver subito un quasi omicidio? Una lettera con le scuse del maresciallo dei carabinieri di Marina di Massa che prometteva di sgomberare la zona e di proteggermi. Circolano indisturbati e la scorsa notte sono stati qui a urlare e rompere bottiglie».

Esasperazione che coinvolge anche altri. «Ricordo lo scorso anno turisti in lacrime, talmente esasperati la notte da scendere con i bastoni in mano per picchiarli. Infatti gente che mi ha raccontato che veniva in vacanza a Marina da vent'anni, ha disdetto la casa per le vacanze e in questo quartiere, considerato una volta uno dei più chic di Marina il 90% delle case è sfitto. Un avvocato penalista
sta indagando sul gruppo per cercare di fare arrestare chi mi ha colpita. Per il resto è una vergogna che dopo tre anni siano ancora qui. Basterebbe che sindaco, polizia o prefetto sottolineassero che si tratta di zona privata e di mettere sanzioni a chi viola la proprietà privata».

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