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Caso-Animosi,  il sindaco: sono indagato 

Il direttore dei lavori: «Contestazioni ordinarie». Ma per la riapertura ci vorranno almeno due mesi

CARRARA. Indagato per aver aperto un luogo di pubblico spettacolo senza aver osservato le prescrizioni a tutela dell’incolumità pubblica. È l’accusa che la Procura ha rivolto al sindaco di Carrara Angelo Zubbani facendogli trovare, venerdì notte, al suo rientro in città, un avviso di garanzia ex articolo 681 del codice penale. Il rischio per il primo cittadino è di essere punito con l’arresto fino a sei mesi e con un’ammenda non inferiore a 103 euro.
La vicenda, ovviamente, è quella della chiusura del Teatro degli Animosi dove venerdì pomeriggio i Vigili del Fuoco hanno apposto i sigilli ordinati dalla magistratura.
L’avviso di garanzia al sindaco.
È lo stesso Angelo Zubbani a confermare il suo coinvolgimento: «Ho ricevuto un’informazione di Garanzia che ipotizza io abbia violato l’articolo 681 del codice penale. Devo precisare che il Comune nel corso della messa in scena degli spettacoli fino ad ora realizzati non si è visto indirizzare alcuna prescrizione in merito all’agibilità del Teatro Animosi. Come noto — spiega il primo cittadino — la struttura non è ancora incondizionatamente aperta: solo con provvedimenti ad hoc ho ritenuto, sorretto dal parere delle strutture tecniche del Comune, di poterlo utilizzare per gli appuntamenti dell’ultima stagione teatrale. Ciò è stato fatto adottando tutte le cautele del caso — rassicura Zubbani — e potendo essere certi di operare in piena sicurezza».
120 contestazioni. Il provvedimento è scattato a seguito di un atto di ufficio dei Vigili del Fuoco che, dopo l’ultimo sopralluogo, avvenuto tra la fine di marzo e i primi di aprile, hanno recapitato al municipio 120 contestazioni. I vertici dell’amministrazione, incluso Zubbani, hanno spiegato che gli interventi di “adeguamento” erano già stati avviati o quanto meno programmati.


Parla il direttore dei lavori. Ma a cosa si riferiscono le contestazioni dei Vigili del Fuoco? La risposta arriva dall’ingegner Alfredo Macerini, il professionista che ha diretto i lavori al Politeam. «Abbiamo eseguito i lavori in conformità con il progetto. Le contestazioni dei Vigili sono “ordinarie”. Tanto che normalmente si avvia un confronto che permette di adeguare l’opera prima dell’apertura al pubblico. Questa volta invece c’era la necessità di avviare la stagione» spiega il professionista lasciando intendere che il dibattito sugli adeguamenti è avvenuto a sipario ormai alzato. Forse è proprio questo che ha spinto i Vigili del Fuoco a rivolgersi alla magistratura. Secondo l’ingegner Macerini però, le obiezioni sarebbero soprattutto di natura “burocratica”. «Su 120 contestazioni, almeno una cinquantina riguardano la segnaletica» precisa il professionista che a mo’di esempio cita la questione relativa all’altezza delle porte dei palchetti. «La norma impone un’altezza di 2 metri con una tolleranza fino a 1, 90 metri. Tra le 57 porte degli Animosi ne è stata individuata qualcuna che è sotto questa soglia. Il punto è che anche volendo non si può modificare dunque, chiederemo una deroga» anticipa l’ingenere.


I tempi della riapertura. A questo punto, anche sulla scia delle preoccupazioni manifestate dai carraresi, è lecito chiedersi quanto tempo ci vorrà ad “adeguare” gli Animosi alle prescrizioni dei Vigili del Fuoco: «Se potremo percorrere l’iter più breve basteranno un paio di mesi. Se ci sarà chiesto di presentare un nuovo progetto al Comando Regionale, allora serviranno tre mesi solo per la redazione» risponde Macerini assicurando che in termini di “opere” l’intervento è «minimale e che per la prossima stagione il teatro sarà sicuramente pronto».
Tempi e costi dei lavori. Insomma questo ultimo, brutto pasticcio, dovrebbe risolversi in tempi tutto sommato brevi. Una consolazione magra anzi magrissima per chi, come i carraresi, sa che per riavere quel Teatro è stata necessaria una lunga attesa e un investimento importante. La ristrutturazione degli Animosi è stata eseguita in due lotti. Il primo lotto riguardava l’adeguamento alle normative su sicurezza e antincendio, è partito nel 2010 e ha richiesto uno stanziamento di 1, 62 milioni di euro. L’intervento ha iniziato a complicarsi proprio in questa fase: a cantiere in corso si è scoperto infatti che nella zona del palco mancava un solaio. La constatazione ha fatto scattare una serie di ulteriori accertamenti.


Si arriva così al 2012: il primo lotto è qusi completato ma a seguito del terremoto in Emilia, la Soprintendenza per i beni architettonici impone la valutazione di vulnerabilità sismica. I riscontri fanno scattare la necessità di una seconda tranche di interventi, racchiusi in un secondo lotto, da 1, 3 milioni di euro per l’esecuzione di opere strutturali.


La concomitanza dei due cantieri, impone la sospensione dei lavori del primo lotto, in attesa che quelli del secondo raggiungano una fase più avanzata. Il risvolto positivo, secondo gli addetti ai lavori, è che entrambi gli interventi finiscono per essere affidati alla stessa ditta, la “Cooperativa Archeologia” che si aggiudica sia la gara per il primo lotto sia quella per il secondo.


Insomma tra imprevisti, approfondimenti e nuove gare, alla fine, il Teatro degli Animosi è rimasto chiuso per 7 anni. Il totale delle risorse investite per la ristrutturazione ammonta a 2, 9 milioni di euro. Come ha dichiarato lo stesso ingegner Macerini, nella fase finale, c’è stata un accelerazione se non nell’esecuzione dei lavori quanto meno nella parte “burocratica” relativa ai controlli da parte dei Vigili del Fuoco (l’edificio non è ancora collaudato). Cosa che ha impedito di effettuare gli adeguamenti prima dell’apertura delle porte del teatro.

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