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Il ristorante adesso diventa “su misura”

Due amici, Michele e Claudia, e il sogno realizzato di aprire il loro locale: noi ci crediamo, bisogna investire a Carrara

CARRARA. Due giovani di Carrara decidono di investire nel loro territorio e aprire un’attività proprio alle porte del centro storico. Potrebbe essere già questa una bella notizia, ma ancora meglio è che la scelta coraggiosa e controcorrente, di questi tempi, per adesso sta ripagando l’impegno e il sacrificio di Michele e Claudia, i due amici che hanno aperto all’inizio di dicembre 2016 il ristorante "Su Misura" (viale XX Settembre 72, località Fabbrica). L’attenzione per le materie prime, la passione per il mestiere e la voglia di investire sulla città di Carrara, sul loro luogo natale, sono gli ingredienti preferiti del "Su Misura".

Michele Fidenti, 32 anni, metà circa dei quali passati in cucina è lo chef che ha scelto Carrara dopo esperienze al Grand hotel, alla Barca e al bagno San Francesco, tra le altre. «L’idea - racconta Michele - è stata un po’ di tutti, poi piano piano la famiglia di Claudia ha fatto sì che da idea, da sogno, tutto diventasse realtà». Dal sogno nel cassetto, quindi, all’idea studiata minuziosamente nei dettagli, fino all’apertura nel dicembre scorso. Ed è lo stesso chef a spiegare la filosofia del "Su Misura".

«In questi primi mesi abbiamo avuto una clientela varia. Abbiamo infatti un’ampia scelta per tutti, sia sul menù, sia per la carta dei vini. Ho molta attenzione per le materie prime che scelgo personalmente. Dico sempre che c’è distinzione tra sano e commestibile, per distinguere il pesce "vero", la carne "vera", dal resto. Una scelta difficile ma che per adesso sta portando gente. Non amo la grande distribuzione e la cucina che va in televisione». Idee chiarissime per lui in cucina, quindi, ma anche per Claudia Bertola, giovane carrarese, a gestire l’intera sala.

E così i due amici hanno scelto Carrara per mettere insieme esperienze, passioni e caratteri diversi. «Io e Michele - dice la socia del "Su Misura" - abbiamo unito due passioni, quella della sala per me e della cucina per lui, per provare a lavorare nella nostra città, a Carrara». Carrara appunto, a ridosso del centro storico precisamente, in un contesto sicuramente non semplice. «Carrara è la mia città. Bisogna far rimanere qui i soldi che molti carrarini spendono

fuori. Carrara non è una città povera. Io credo in Carrara, rivoluzioniamo e ringiovaniamo il territorio» spiega Michele. «Carrara - chiosa invece Claudia - non ha niente da invidiare ad altre realtà. Ciò che serve è la volontà. Non è stato certamente facile, ma per adesso non ci lamentiamo».

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