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La vera storia dell’accordo ex Eaton

Cgil: «Ricci firmò un accordo sindacale, altro che “accordo morale” all’assunzione». Volpi: «Vero, ma non ha vincoli»

MASSA. «La politica ha fallito. Sulla vertenza Eaton la battaglia è persa, ma vorremmo che la politica se ne assumesse le responsabilità, perché gli accordi sono stati disattesi, trattati come carta straccia».

A parlare è la segretaria della Fiom Cgil di Massa-Carrara Luisa Pietrini, assieme alla storica Rsu della Eaton Giovacchino Pitanti.

Ci mostrano l'Ipotesi di accordo per la reindustrializzazione dell'area ex Eaton, quello che in molti oggi chiamano "accordo morale", firmato dai segretari confederali di Cgli, Cisl e Uil, dai segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm e poi dall'allora commissario della Provincia Osvaldo Angeli, il sindaco di Massa Alessandro Volpi e l'amministratore di Iglom spa Emilio Ricci.

Non è un patto tra gentiluomini. È un accordo sindacale, istituzionale, con il quale l'imprenditore Emilio Ricci si impegnò, il 30 maggio del 2014, a seguito dell'acquisizione «di una parte maggioritaria dell'area ex Eaton" ad un ampliamento della forza lavoro "per ulteriori 70 unità che saranno ricercate all'interno delle maestranze ex Eaton, una volta formate e selezionate».

Cosa dice l'accordo. «Ricci si impegnò- spiega la Pietrini- ad assumere lavoratori dal bacino ex Eaton; quell'accordo non era finalizzato a far ottenere la mobilità in deroga, come vuole far credere l'imprenditore. Era finalizzato alla loro ricollocazione».

Ma perché Ricci avrebbe dovuto impegnarsi con gli ex Eaton? «Perché sull'area c'erano i lavoratori- spiega Pitanti-; Ricci aveva bisogno che la vertenza si concludesse il prima possibile, perché noi stavamo occupando quelle aree con la tenda dei lavoratori. Propose 70 lavoratori, perché 70 era anche il numero degli operai nella Iglom1 e lui doveva giustificare il raddoppio dell'azienda. Pensammo, 70 meglio di nulla e accettammo». La vicenda parte dall’azienda che esisteva prima.

L'operazione Eaton. «Ricci ha guadagnato molto dalla vertenza sindacale e dalla lotta dei lavoratori- continua Pitanti-; le aree Eaton furono messe in vendita dopo la chiusura della fabbrica nel 2008 a 18 milioni di euro; quando il comune di Massa con il sindaco Roberto Pucci, tentò l'acquisizione pubblica, il prezzo si abbassò a 9 milioni; la lotta dei lavoratori, 350 operai, portò quel costo a 7,3 milioni, perché si stava trattando su più livelli. Ricci comprò a 6,3 milioni di euro, pagando 66 mila mq circa 94 euro a metro cubo. Intorno, la nostra Zia, propone terreni anche a 300 euro al mq. Chiedo a Ricci in quale altra parte d'Italia avrebbe fatto un affare così».

La lista degli ex. «Dopo aver firmato l'accordo- continua Pietrini- Ricci fece 188 colloqui, di cui Fiom, Fim e Uilm si accollarono le spese di convocazione via raccomandata. Entro il 30 giugno 2015 avrebbe dovuto chiudere la partita». Ma così non fu.

«A luglio 2015 però iniziarono i lavori alla Iglom2 e i rapporti con noi del sindacato iniziarono a farsi tesi. Il 13 settembre 2015 Ricci consegnò al sindaco di Massa la famosa lista con i 72 nomi ex Eaton, che aveva scelto dopo i 188 colloqui. Il sindaco Volpi ci chiamò tutti per darcene una copia. Noi l'abbiamo voluta in busta sigillata e non l'abbiamo mai aperta. Non ci interessavano i nomi scelti per legittime esigenze imprenditoriali. Quella lista il sindaco la consegnò anche all'onorevole Martina Nardi, all'onorevole Andrea Rigoni, al consigliere regionale Loris Rossetti. Qualche mese dopo Ricci chiamò venti ex operai Eaton per iniziare la formazione e oggi ne ha assunti 15. Non ha preso neanche tutti i 20 che lui stesso aveva formato», aggiunge la sindacalista della Fiom.

La posizione del Comune. «È vero, lo ammetto- dice il sindaco di Massa Alessandro Volpi-; quell'accordo è stato disatteso dall'imprenditore Emilio Ricci, ma dentro non c'era nessun obbligo legale, che oggi avrebbe potuto permetterci di impugnare l'atto e chiedere il dovuto. L'imprenditore non era vincolato da nulla; non ha ottenuto soldi pubblici in cambio delle assunzioni degli ex Eaton, il che ci ha reso privi di mezzi do coercizione. L'unica nostra arma- continua Volpi- è stata la pressione politica ed è stata esercitata. Da me in prima persona, sempre, quotidianamente. Ricci è stato chiamato a decine di tavoli, gli abbiamo ribadito gli impegni in tutte le salse, ma di fatto non ha potuto assumere tutti gli ex Eaton che aveva promesso. Ci ho sempre messo la faccia, mi sono adoperato, battuto ai tavoli istituzionali-

conclude il sindaco- e dove ho potuto avere peso, l'ho fatto valere, ad esempio nella partita degli ammortizzatori sociali, che tutti gli ex operai Eaton hanno ottenuto, fino ad oggi, grazie al nostro intervento, in regione, al Governo, in tutte le sedi in cui c'era da chiedere qualcosa».

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