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Incendi spenti in provincia, bruciati oltre 40 ettari

A Montignoso evacuate dieci famiglie, le fiamme sono arrivate ai confini del paese. Non si esclude la pista del dolo, in Brugiana fronte domato in tarda mattinata

MASSA CARRARA. Canadair in azione fino alla tarda mattinata, la Brugiana ha bruciato per l'intera notte. A Montignoso incendio spento più presto e cittadini di nuovo nelle loro case. S'indaga su una possibile pista dolosa. In Brugiana proseguiranno le operazione di bonifica per evitare il divampare di nuovi focolai. Ieri il vento ha alimentato i roghi rendendo difficile le operazioni di spegnimento.

In serata erano state evacuate dieci famiglie (trenta persone) a Montignoso e fiamme che hanno minacciato il corso principale. Il vento forte e cangiante ha messo in seria difficoltà chi doveva intervenire e in serata il sindaco Gianni Lorenzetti ha deciso per la sicurezza di chi stava in casa di disporre la misura in via cautelativa. Sul posto, fino a tardi, impiegate quasi tutte le squadre del territorio e molti volontari. Fiamme molto alte vicinissime alle case. Difficile intervenire in quel punto con il fronte del fuoco che si abbassava sempre più.

Fino a tarda sera sia i volontari che gli uomini del personale della Regione dell’Unione Comuni montani lunigiana hanno dovuto combattere con le fiamme. E a un certo punto si è temuto di dover evacuare molte altre persone. Difficile infatti stabilire la direzione del vento e capire come operare. Nel frattempo un altro fronte a Bergiola impiegava molti mezzi e usare le forze con equilibrio non è stato per niente facile.

E ieri in provincia per chi ha lottato con il fuoco è stata una giornata durissima, con incendi in tutto il territorio dal pomeriggio. Interessata la zona di Montepepe, proprio dietro l’Opa e un altro nella frazione di Rivasso, nella zona di Castevoli, in Lunigiana. La giornata ventosa non ha facilitato il compito dei pompieri, che comunque so stati coadiuvati da due elicotteri.

I velivoli sono stati impiegati soprattutto per spegnere il rogo di Montignoso. Da capire se si tratta di gesti dolosi oppure di disattenzioni, tipo quella di gettare una cicca di sigaretta ancora accesa. I vigili del fuoco però se ne occuperanno in un secondo momento, anche perché punti di innesco non ne sono stati trovati.

Le fiamme hanno soffiato per fortuna nella direzione opposta all’ospedale pediatrico, così non c’è stato bisogno di evacuare la struttura. Anche se l’odore acre era davvero insopportabile. Il problema più grosso è stato creare delle barriere d’acqua per impedire alla lingua di fuoco di propagarsi verso l’alto. E soprattutto aggredisse i tralicci della alta tensione.

E qui gli elicotteri hanno fatto un lavorone, perché le autocisterne non sono riuscite a raggiungere le autobotti per l’approvvigionamento. E quindi tutte le volte quando si scaricavano dovevano fare da spola su una stradina sterrata.

L’incendio ha smesso di preoccupare intorno alle 17. E non è stato necessario allontanare le persone dalle strutture. Infine quello di Rivasso, che è scoppiato intorno alle 17. Per fortuna è stato preso in tempo perché anche in questo caso il centro abitato era vicino alle fiamme.

È stata una giornata campale per i soccorsi, oltre ai pompieri anche i volontari hanno avuto il loro bel da fare nel domare questa serie di incendi che li hanno impegnati dal primo pomeriggio fino a tarda serata non dando un attimo di sosta a chi è intervenuto. Domani bisognerà capire se dietro tutti questi focolai contemporanei c’è la mano di qualcuno e come sono scoppiati. E' stata una notte molto difficile all’ombra delle apuane.

 

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