Quotidiani locali

Boom del Tourday Più che raddoppiati i partecipanti

Pontremoli, tanti i ghiottoni anche da fuori provincia Funziona la formula di puntare su qualità e ospitalità

PONTREMOLI. Una giornata di festa, travolti dalla tradizione enogastronomica lunigianese e dall'allegria del Carnevale. Sembra davvero che sia passato un "benefico uragano" che come un vento capriccioso in una giornata quasi primaverale ha sconvolto ma reso felice tante persone che si sono affacciate nelle vie del centro storico pontremolese. Questo è stato il "Tourday", questo goliardico tour enogastronomico che giunto alla sua quinta edizione sta dimostrando di richiamare sempre più visitatori ed appassionati, ed anche i commercianti locali stanno aderendo con passione a questa iniziativa, un viaggio alla riscoperta delle tradizioni. Un viaggio che ha permesso, spesso anche agli stessi pontremolesi, di scoprire osterie, botteghe, bar e trattorie di grande bellezza con il loro patrimonio gastronomico. Uno spettacolo che ha colorato il centro storico, permettendo di ascoltare lungo le varie tappe sinfonie di accenti diversi che hanno trasmesso vitalità e allegria all'ombra del Campanone con numeri da record.

Basti pensare che alle 16 (quindi ben prima della chiusura delle 20) si erano registrati 460 partecipanti più del doppio del precedente massimo storico raggiunto dalla scorsa edizione della rassegna con circa 200 partecipanti. Quindi non solo pontremolesi o lunigianesi ma la febbre del "Tourday" ha contagiato anche chi sta fuori dalla terre delle stele, come Daniela da Monza che è rimasta senza parole all'assaggio dell'Amor abbinato con la china «Non ho mai mangiato un dolce così buono» restando incantata anche dalla bellezza liberty della pasticceria «Sembra di fare un tuffo ad inizio '900», ha aggiunto; o Giovanni da Borgotaro che per la sua quinta tappa della giornata («Speravo di riuscirne a fare dodici ma non credo proprio che ce la farò») ha scelto di assaggiare i classici tortelli pontremolesi. E del resto i tortelli sono tra gli indubbi protagonisti di questa manifestazione visto che "Tourday" in Inglese significa "gita giornaliera", ma nella sua lettura fonetica "turdei" in dialetto pontremolese fa pensare ad un piatto squisito della nostra terra come, appunto, i tortelli.

Ma quest'anno c'è stato un altro indubbio protagonista della manifestazione enogastronomica, ovvero il carnevale e in questo sabato che precede il martedì grasso i tanti partecipanti al "Tourday" hanno dato sfoggio di creatività e fantasia con maschere e costumi, anche di gruppo, che hanno colorato di allegria le vie del centro storico.

Insomma un vero e proprio trionfo come testimonia, Francesco Bola, presidente dell'associazione di turismo responsabile "Farfalle in cammino" che organizza l'evento: «Non ci aspettavamo un numero di partecipazione così ampio. Pensavamo di arrivare attorno alle 200 presenze, numero che invece abbiamo raggiunto prima delle 11 e che ora abbiamo ampiamente doppiato». Un risultato eccezionale testimoniato da un altro dato «è la prima volta che il numero dei partecipanti è composto in prevalenza (in un rapporto 60 - 40) da persone giunte da fuori piuttosto che dalla gente del luogo. Una presenza importante da Carrara, Massa dalla zona dello spezzino ma anche da molti altri luoghi del Nord Italia. In quest'ottica si è rilevata molto importante la pubblicità fatta sui social network e la recente intervista ad uno egli organizzatori trasmessa su radio Dj». Una manifestazione che ha richiamato tanti giovani «ma anche persone di mezza età». Inevitabilmente qualche problema, visto l'enorme afflusso di gente, c'è stato «qualche imbottigliamento all'ingresso delle tappe, qualche esercizio che ha finito il suo prodotto prima della conclusione della manifestazione ma davvero visto che stiamo parlando di numeri doppi rispetto a quelli attesi si può dire che tutto, nel complesso, è andato come meglio non si poteva sperare». Ma, ed è impossibile non chiederlo, qual è il segreto del "Tourday"? «È molto semplice - dice Bola - si esaltano delle eccellenze che già ci sono. Perchè amor, testaroli, tortelli e tutti i prodotti enogastronomici presentati sono alimenti che gli esercenti ogni giorno preparano e propongono ai visitatori. Il "Tourday" li riesce a presentare in una forma più simpatica ed accattivante ma è la loro qualità che rappresenta l'arma vincente e il tutto a costo praticamente zero». Senza dimenticare che questo diviene anche un importante motore turistico «perchè chi viene al "Tourday" ne approfitta per passeggiare

per le vie di Pontremoli alla scoperta del borgo che affascina non solo per le sue specialità enogastronomiche».

Sapere unire tortelli e Campanone, ovvero la ricchezza enogastronomica e la bellezza storico-culturale, per valorizzare il turismo. Il "Tourday" insegna che si può fare.

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