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Compagni di cordata e amici nella vita, le storie delle quattro vittime del ghiaccio

Franceschini con la famiglia gestiva un agriturismo in Lunigiana. L’architetta Antonella Gerini da Aulla si era trasferita a Massa

CARRARA. Antonella domava la montagna con il sorriso. Il sorriso ce l’aveva negli occhi, quando appesa a una fune, sospesa a duemila metri di altezza aveva incoraggiato gli allievi, Andrea e Massimiliano che, bloccati dalla paura, non ne volevano sapere di andare avanti.

Antonella Gerini, cinquant’anni portati con fierezza, non aveva paura dei monti e delle vette. Era originaria di Aulla, del quartiere Gobetti, uno dei tanti messi in ginocchio dall’alluvione. Dieci anni fa si era trasferita a Massa dove lavorava come architetta. Dallo studio scappava i fine settimana per prendere ossigeno, per respirare l’aria dei suoi monti.

Antonella Gerini e Mauro Franceschini
Antonella Gerini e Mauro Franceschini

«Era una delle migliori – ricorda il carrarese Andrea Maccari, accompagnatore del Cai, suo ex allievo – perché faceva sembrare tutto semplice. Non riesco ancora a credere che sia successo a lei, a loro».

E loro, le quattro vittime di Gressoney sono immortalati, col sorriso, insieme ad Andrea e agli altri alunni del corso del 2014, in valle di Champorcher, nelle Alpi Graie. Quattro vite spezzate, quattro vuoti nella fotografia. Uno di loro è Mauro Franceschini, per tutti Maurin.

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A Caprigliola, piccola frazione di Aulla, lo conoscevano tutti. Lui, la moglie, la sua bambina e l’agriturismo di famiglia, il Montebianco, buen retiro per tanti amanti della montagna. Il nome era un omaggio alla sua vetta preferita, qui produceva olio e studiava i tracciati per le prossime cordate.

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Mauro era un uomo semplice, capace di atti di grande generosità: ogni Natale indossava il vestito rosso, la barba bianca di ordinanza, e si calava dal campanile della chiesa di Fivizzano. Distribuiva caramelle ai bambini: quella per lui era una vetta “semplice” da scalare, pochi metri, nessuna asprezza, ma la ricompensa più bella, il sorriso dei più piccoli, quello che a Mauro rimaneva nel cuore, proprio come i panorami più belli, che immortalava sulla sua pagina Facebook.

Antonella Gallo
Antonella Gallo

Con loro c’era anche Antonella Gallo, 51 anni, residente a Sarzana e impiegata di Banca Carige. Gli amici la descrivono come una sportiva a tutto tondo, con trent’anni di esperienza nell’arrampicata, soprattutto su roccia. Suo figlio è un giocatore di calcio: è il centrocampista della Primavera dello Spezia Luca Cecchetti. Luca, che ha festeggiato 18 anni neanche un anno fa, ora è rimasto senza la sua luce.

Fabrizio Recchia
Fabrizio Recchia

E Fabrizio Recchia, grande amico di Franceschini con il quale ha scritto anche un libro, era il direttore tecnico della motorizzazione di La Spezia e aveva 51 anni. «Eravamo compagni di classe alle elementari e siamo rimasti sempre in contatto – lo ricorda l’amica Silvia Greco di Sarzana – ed era una persona sempre gentile e disponibile». Fabrizio – grande conoscitore delle falesie della zona del Camaiorese e di Sant’Anna – lascia la moglie e un figlio.

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