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Gressoney, crolla una cascata di ghiaccio: quattro morti. Tra le vittime due toscani - Video

Gli alpinisti stavano per salire quando la lastra si è staccata dalla parete. Hanno perso la vita una donna di Carrara e un uomo di Fosdinovo. In due ore, in quella zona, rialzo termico di 17 gradi

Crolla una parete ghiacciata a Gressoney: le immagini aeree Le immagini aeree del luogo in cui sono morti quattro scalatori, a seguito del crollo di una cascata di ghiaccio, avvenuto nella tarda mattinata di oggi a Gressoney-Saint-Jean. Un quinto alpinista è miracolsamente sopravvissuto. Le vittime stavano effettuando una salita quando una parte della parete ghiacciata si è staccata dalla roccia, probabilmente a causa delle temperature più alte di questi giorni

Quattro scalatori italiani, di cui due toscani, sono morti per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 16 a Gressoney-Saint-Jean, in Val d'Aosta. Le vittime sono: 

  • Antonella Gerini, 50 anni, architetto di Carrara
  • Mauro Franceschini, 58 anni residente a Fosdinovo in Lunigiana e gestore di un agriturismo
  • Antonella Gallo, 50 anni di Sarzana
  • Fabrizio Recchia, 56 anni di Vezzano, in provincia di La Spezia.

C'è un sopravvissuto: Illuminato "Tino" Amore residente nella provincia di La Spezia, istruttore del Cai.

LA DINAMICA

I quattro stavano iniziando l'ascesa quando la gran parte della parete ghiacciata si è staccata dalla roccia. Un quinto alpinista è rimasto ferito ed è stato ricoverato all'ospedale Parini di Aosta.

Il soccorso alpino è intervenuto anche con l'elicottero che ha provveduto anche al trasporto delle salme ad Aosta. Secondo quanto si è finora accertato, il distacco sarebbe avvenuto mentre un ghiacciatore arrampicava e altri quattro si trovavano alla base della cascata.

La Bonne Année era considerata la salita ghiacciata più sicura della Val d'Aosta ed è facilmente raggiungibile per tutti dopo una passeggiata di 5 cinque minuti che parte da un parcheggio. La temperatura è piuttosto alta nella zona da qualche giorno. Al momento della tragedia c'erano quasi 11 gradi.

Gressoney, crolla una cascata di ghiaccio: tra i morti due toscani. Ecco i soccorsi Quattro morto nel crollo di una cascata di ghiaccio in Val d'Aosta: tra le vittime due toscani - L'ARTICOLO

IN 2 ORE RIALZO TERMICO DI OLTRE 17 GRADI

Un rialzo termico di oltre 17 gradi in sole due ore: è quanto si è registrato nel comune di Gressoney-Saint-Jean nella parte di mattinata che ha preceduto il drammatico crollo della cascata di ghiaccio. Il dato - che confermerebbe l'ipotesi di un collasso del ghiaccio causato dal caldo - è riportato dalla stazione meteorologica regionale di Gressoney Bieltschocke: alle 9 di oggi il termometro segnava -6,6 gradi, mentre alle 11, orario dell'incidente, la temperatura è improvvisamente salita a +10,9 gradi.

I TESTIMONI: "ABBIAMO SENTITO UN FORTE BOATO"

"Stavamo arrampicando quando abbiamo sentito un boato fortissimo. Poco dopo abbiamo sentito l'elicottero". Lo raccontano all'Ansa due scalatori che si trovavano su una cascata di ghiaccio, a poca distanza dal crollo che ha causato la morte di quattro alpinisti, a Gressoney-Saint-Jean. "Eravamo sulla cascata Ciampa, che a quell'ora non prendeva sole, mentre La Bonne année era esposta", aggiungono i due testimoni, che dopo aver concluso la loro scalata sono tornati a valle e hanno appreso della tragedia.

TUTTI ESPERTI DI MONTAGNA

Si è diffusa in un lampo tra gli appassionati di alpinismo e di montagna la notizia della morte di Fabrizio Recchia, Antonella Gallo, Mauro Franceschini e Antonella Gerini. Profondo cordoglio tra chi conosceva e ammirava i quattro, tutti molto esperti, che insieme al quinto membro della compagnia, lo spezzino Tino Amore, si trovavano a Gressoney per affrontare, come accaduto tante volte, una cascata di ghiaccio.

Recchia, funzionario della motorizzazione e residente a Vezzano Ligure, insieme a Mauro Franceschini, che gestiva un agriturismo a Caprigliola (Massa Carrara), nel 2013 avevano anche aperto una nuova via sul Monte Bianco. Tutte e quattro le persone scomparse erano iscritte al Cai di Fivizzano. Franceschini era istruttore nazionale di alpinismo, mentre Recchia istruttore di alpinismo e arrampicata libera. Anche gli altri avevano una preparazione di alto livello e conoscevano bene la montagna.

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