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Aulla, gatti uccisi: una perizia inguaia l’ex campione di tiro

Processo a Caroselli, per l’esperto di balistica i proiettili sono stati sparati dalla sua carabina

AULLA. Il campione di tiro accusato di avere usato gatti come bersagli tradito dalla perizia balistica. Succede in tribunale a Massa dove è in corso il processo per “uccisione di animali altrui” (reato ormai esplicitamente previsto dal Codice penale) contro Alberto Caroselli, 49 anni, commerciante-installatore di impianti di video-sorveglianza, patron di un poligono di tiro nel borgo aullese di Bibola, fuoriclasse italiano di tiro dinamico nel 2004, - tre volte sul podio anche alle competizioni regionali.

Grande accusatore di Caroselli è un anziano di Bibola che vive a 500 metri dal poligono.

Tutto comincia nel 2008. Dopo la morte, senza cause apparenti, di due-tre felini, l’anziano si insospettisce e porta un micio bianco che zoppica dal veterinario. Dopo la visita, il referto è inequivocabile: ha l’omero spappolato. condizioni disperate: morirà. Muore, qualche tempo dopo, un altro gatto: l’ennesimo. L’anziano torna dalla veterinaria: chiede un’autopsia. La professionista la esegue e cosa trova? Pallini, anche questa volta, di carabina. L’anziano, a questo punto, siamo nel 2011, querela il vicino titolare del poligono di tiro, a cui viene sequestrata una carabina.

Nell’udienza di ieri l’esperto balistico incaricato della perizia, della polizia scentifica di Livorno, ha illustrato i risultati del suo studio sui proiettili che uccisero uno dei mici e sull’arma che avrebbe sparato. «C’è piena corrispondenza fra le micro striature individuate in due dei proiettili che uccisero l’animale e la carabina calibro 22 sequestrata all’imputato», ha detto in sostanza il perito. Un colpo (in senso metaforico) alla difesa, che puntava a una perizia perlomeno più dubitativa per riuscire a dimostrare che l’ex campione di tiro non ha sparato ai gatti.

Va detto che questa battaglia in tribunale fra Caroselli (difeso dall’avvocato Giampaolo Carabelli) e il suo vicino (ieri un aula a fianco della sua avvocata Daniela Patriarchi) si inquadra in una guerra legaledi lunga durata, iniziata nel 2009 con vari esposti al Comune di Aulla e poi la denuncia del titolare del poligono

da parte del confinante, per disturbo della quiete pubblica. Il processo si è concluso nel luglio scorso con la condanna dell’ex campione di tiro, costrretto dalla sentenza anche a risarcire con 5mila euro i danni subiti dal suo vicino. Ora, questo nuovo round sulla morte sospetta dei gatti.

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