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Salvo bimbo eritreo malato, per le cure il padre fa 300 km a piedi

Il piccolo Farej, 6 anni, è stato operato al campo di Asmara da un'equipe di medici guidati dal primario di cardiochirurgia dell'Opa, Bruno Murzi e ora si trova nella struttura pediatrica apuana per la convalescenza

MASSA. Salvato dai medici dell'Ospedale pediatrico apuano (Opa) di Massa (Massa Carrara), in missione in un campo ospedaliero di Asmara, ma anche dal padre che, per affidarlo alle cure dei sanitari italiani, ha percorso 300 chilometri in meno di due settimane, per lo più a piedi. È la storia, raccontata dagli stessi medici, di un bambino eritreo di 6 anni, Ferej, ora in convalescenza in Toscana, nello stesso Opa di Massa.

"Il padre - spiega Nadia Assunta, tra i dottori che hanno operato il bambino - lo ha portato stremato al campo dopo giorni di cammino; arrivavano da un piccolissimo paesino dell'Eritrea, avevano mangiato e bevuto pochissimo, erano entrambi disidratati. Ferej aveva un solo ventricolo, e un cuore grande quanto tutto il suo torace, oltre ad alcune ustioni sul corpo, perché lì i santoni li curano provocandogli bruciature. Era praticamente morto, ora lo vedete giocare in piena salute, anche se il suo cuoricino rimarrà sempre malato".

Al campo di Asmara era presente un'equipe di medici guidati dal primario di cardiochirurgia dell'Opa, Bruno Murzi, che hanno operato il bambino impiantandogli un pacemaker. Ferej ora si

trova a Massa, ricoverato nello stesso ospedale. Il suo trasporto in Italia è stato necessario per ulteriori accertamenti e la convalescenza: le condizioni del campo ospedaliero di Asmara non consentivano il post operatorio laggiù. Tra qualche giorno Ferej tornerà dalla sua famiglia.

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