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I binari morti resuscitano per le imprese

Assindustria, sindaci e Autorità portuale ottengono che Rfi non smantelli le rotaie dismesse nella zona industrale

CARRARA. Stop allo smantellamento, salvare i binari morti della zona industriale e recuperarli per collegare le aziende ad una rete ferroviaria che include il porto. E’ quanto hanno ottenuti l’Associazione industriali, la Port Authority, i sindaci di Carrara e Massa, nell’incontro svoltosi presso Rfi a Firenze. La società che gestisce i binari aveva intenzione di eliminare una serie di tratti da anni inutilizati fra la stazione Massa-scalo e la costa apuana. Un grande progetto degli industriali, che ha trovato il sostegno delle istituzioni locali, ha però congelato le intenzione di Rfi ed ora si aprono nuove prospettive per la zona industriale che potrebbero determinare il massiccio passaggio dal transito su gomme delle merci, al transito su ferrovia. Tantopiù che c’è già funzionante un binario nel porto, destinato a triplicarsi (la gara dovrebbe essere esperite entro l’anno) a seguito del potenziamento dei piazzali (il Città di Massa inaugurato con l’attiguo ampliamento della banchina Fiorillo).

«Abbiamo bloccato lo smantellamento dei rami ferroviai in disuso», affermano il presidente di Assindustria, Giuseppe baccioli, il sindaco Angelo Zubbani e il presidente dell’Autorità portuale Francesco Messineo. Peraltro, la Port Authority ha in comodato gratuito da nni, dalle Ferrovie, un binario, che è in in funzione: quello che entra in porto, e che, dice Messineo, «dalla prossima estate sarà riattivato anche nel tratto di Avenza, in via Passo Volpe, che passa presso l’Omya, proprio per le merci della multinazionale. Un intervento a spese della Port Authority».

Mentre non è ancora stato preventivato il costo complessivo del ripristino dei rami di binario morto nella zona industriale. «Secondo noi, vista l’espansione dei binari in porto, ragionando sul trasporto via camion – dice Baccioli – e sulle prospettive come quelle dell’ex Eaton, riteniamo che la ferrovia sia fondamentale per le imprese, crediamo in un sistema di treni merci moderni. Lo stop allo smantellamento dei binari dismessi ci consente di preparare con l’Autorità portuale un progetto di recupero di tratte, ricatalogando tutti i binari vecchio e valutando le esigenze di nuovi, e lo presenteremo alla Regione, per ottenere fondi europei, ma già ci sono imprese qui disponibili all’investimento. Occorre essere attrattivi per gli insediamenti industriali, e questo è un passo avanti serio e moderno. Mi immagino un progetto strutturato e finalizzato al porto, che renda la zona industriale apuana, la più attrezzata d’Italia».

Parlando dell’importanza della rete ferroviaria per le attività produttive locali, Messineo spiega che il binario in comodato all’Autorità portuale, serve attualmente il porto, l’area retroportuale e l’Imeris, e presto anche l’Omya. Per questo servizio da tempo è stato individuato il gestore unico comprensoriale, la società Apuoveneta che fa capo alla Porto spa. Ma rispetto alla ferrovia tirrenica (da Roma a Genova) ci sono appunto altri binari apuani in zona industriale che potrebbero essere ripristinati. «Uno che passa vicino all’Aurelia è denominato “asta Breda” e finisce presso la Fermet, – dice Messineo – tale asta potrebbe essere raccordata verso Carrara con la Spintermar e Marmi Carrara, e verso Massa con l’ex Eaton. Ci sono altri binari morti che vanno verso la Red Graniti e l’ex Enichem. Tutti gestiti da Rfi: ne abbiamo parlato a Firenze con il direttore dipartimentale toscano Del prete e con l’ingegner Laghezza che l’anno scorso avevano già fatto un incontro esplorativo nella nostra zona e preso atto della situazione e delle prospettive. Fino a 20 giorni fa alla stazione ferroviaria della

zona industriale c’era un capostazione, ora è telecomandata da Pisa. Inizialmente era previsto per un solo binario, invece sono diventati due. Un fatto importantissimo». E adesso per dare nuova linfa al comparto industriale apuano, si resuscitano i binari morti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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