Menu

RESTI DI SPINETTA MALASPINA

Caccia alla tomba del condottiero

Per il ricercatore Rino Barbieri sarebbe al castello della Verrucola

FIVIZZANO. I resti del grande condottiero Spinetta Malaspina sepolti da qualche parte nel complesso castellano della Verrucola?

Un quesito lanciato dal ricercatore fivizzanese Rino Barbieri che, sempre a caccia di fatti, avvenimenti e personaggi aventi a che fare con il territorio, stavolta punta su un doppio obiettivo storico-architettonico.

«Quando si parla nei documenti storici della chiesa di Santa Margherita, nel complesso della Verrucola, in molti vanno con il pensiero all’edificio Cinquecentesco inglobato nelle mura castellane e posizionato con il suo campanile nel lato est, sotto la torre centrale del maniero malaspiniano e il cui ingresso è sotto il loggiato colonnato - esordisce Barbieri - potrebbe esserci stata una bella svista da parte del mondo culturale».

Barbieri spiega che «è stata confusa tale chiesetta con la vera chiesa protoromanica che è ubicata poco più avanti. La chiesa attuale ospitata all’interno del castello non è quella ricordata in un documento del 1137 come appartenente al monastero di Reggio, non è quella in cui voleva essere sepolto Spinetta Malaspina. La storica chiesa, forse una delle più antiche di Lunigiana, è appena a 50 metri più avanti sulla via pubblica che circonda il poggio castellato - aggiunge Barbieri - quello che a tanti studiosi è parso come un muro romano o come il fasciame delle mura castellane altro non è che il lato orientale della protoromanica chiesa di Santa Margherita. Questo muro a grandi bozze rettangolari, tipiche dell’arte protoromanica, che si incastrano con precisione per la lunghezza di circa 17 metri altro non è di quel che resta dell’antica chiesa protoromanica. È questa la chiesa dove voleva essere seppellito il grande condottiero Spinetta Malaspina quando, il 3 marzo 1352, dettò a Fosdinovo il suo ultimo testamento. Non poteva essere l’attuale chiesa ospitata in una stanza, forse ex cappella, del maniero le cui tecniche costruttive non sono romaniche ma Cinquecentesche. Cosa è accaduto che ha sviato dalla verità? Dobbiamo riandare al 7 maggio 1481 quando un terremoto disastroso colpisce la Lunigiana. Fivizzano è sotto il governo della Repubblica Fiorentina dei Medici il cui incaricato scrive che la fortezza della Verrucola si aprì per effetto delle scosse e le torri fracassarono al suolo. E forse non solo le torri ma anche la nostra chiesa protoromanica che per secoli aveva soddisfatto le esigenze della popolazione fivizzanese. Ma ormai alla fine del’400 la popolazione fivizzanese era servita dalla nuova chiesa dei Santi Antonio Giacomo, eretta parrocchia già dal 1382. I marchesi Malaspiniani ospitano e adibiscono a chiesa, per la residua popolazione di Verrucola, un locale entro le mura castellane, edificio in cui ancora oggi si svolgono le funzioni religiose».

Della vecchia chiesa romanica ormai fracassata se ne perde la memoria. Ma c’è ancora un fatto che rende questa rivelazione di Barbieri ancora più interessante. Spinetta Malaspina che morì il 5 marzo 1352 nel castello di Fosdinovo aveva testamentato di essere sepolto nella chiesa di Santa Margherita. A oggi, stando alle fonte storiche, del suo corpo e del luogo di sepoltura non c’è

traccia. «Ecco quindi un motivo in più - conclude Barbieri - per affrontare da parte degli organi preposti una campagna di scavo atta a rivelarci cosa c’è nascosto sotto le rovine di questa chiesa e sotto il pavimento che oggi è solo un orto tra le mura della Verrucola».

Fabrizio Palagi

TrovaRistorante

a Massa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro