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Rata Tares: c’è tempo un’altra settimana

Lo ha deciso il Comune vista la situazione caotica: un’altra giornata di code e rabbia per il pagamento

CARRARA. Caos, rabbia e una lunga coda anche ieri nell’anticamera dell’ufficio tributi, per la terza rata della tassa sui rifiuti urbani. All’ingresso una dipendente con il blocchetto dei numeri da assegnare a chi arrivava: a mezzogiorno e un quarto aveva staccato 77 numeri. L’orario di chiusura è alle 12,30, ma, vista la situazione, il dirigente del settore, Guirardo Vitale, ha deciso di far rimanere aperto l’ufficio per gli utenti, fino all’una. Ieri peraltro l’ufficio avrebbe dovuto rispettare uno dei due giorni di chiusura settimanali (l’altro è il mercoledì). Ma è invece stato attivo, con il personale che non si è dato un attimo di sosta per rispondere alle telefonate e accogliere i contribuenti bisognosi di spiegazioni sugli importi da pagare. Così l’amministrazione ha deciso che, «considerati i possibili disguidi dovuti al mancato recapito degli avvisi inerenti il pagamento della terza rata della Tares, il pagamento potrà essere effettuato entro il prossimo 23 dicembre da parte di quanti non avessero ricevuto in tempo utile il modello F24». Ma ieri mattina la gente ancora non lo sapeva.

In fila all’ufficio tributi (un via-vai continuo), anziani, giovani, lavoratori, chi con il bollettino in mano per chiedere delucidazioni, chi senza bollettino perché non ancora arrivato a casa: l’incubo della scadenza che era fissata a lunedì prossimo 16 dicembre. Tutti in corsa contro il tempo, con la paura delle “more” per ritardato pagamento.

Al cittadino, viene chiesto di essere diligente, ma che dire del meccanismo perverso (fra Stato che cambia le carte in tavola continuamente sulle tasse e Comuni che devono fare i salti mortali anche per spedire a tutto gas i bollettini) che non concede ai contribuenti di avere abbastanza tempo utile per pagare entro le scadenze stabilite dalla legge?

Vitale tranquillizza: «Chi non riceve il bollettino entro il 16 lo chieda via mail o venga a ritirarlo in ufficio, per pagare nei giorni immediatamente successivi. Dopo marzo (quando si pagherà la quarta e ultima rata Tares, ndr.) faremo i conti su chi ha pagato e chi no. Agli inadempienti invieremo l’intimazione a pagare entro 60 giorni, poi scatteranno le sanzioni».

Ma il paradosso di questa situazione che sta facendo infuriare gli italiani, è emerso ieri nei commenti fra l’indignato e l’ironico della gente che attendeva il proprio turno, col numerino preso, come se si trovasse in fila in un negozio per comprare il pane. «Eh, - ha detto una signora - qua deve tribolare anche chi le tasse le vuole pagare». «Io non ho ancora ricevuto il bollettino, – ha aggiunto un signore - ho telefonato all’ufficio ma non sono riuscito ad avere la comunicazione, vedo che i dipendenti sono ingolfati di lavoro con la gente che c’è a chiedere spiegazioni, ma il risultato è che ho dovuto venire fin qui a fare la coda solo per farmi dare il foglio che mi serve per andare a pagare». Un altro, si è sgomentato constatando che sarebbe stato il numero 71: si è fatto inviare nei giorni scorsi il bollettino via mail per la sua casa, ma ha poi scoperto che non è ancora arrivato quello di sua madre. E gli anziani, non hanno molta pratica con i computer. Così i figli o altri parenti vanno a fare loro (perdendo magari ore di lavoro) la coda per risparmiarla agli anziani.

Ma non basta: il cittadino deve vedersela anche col piano sosta: arriva in auto in città, gira finché non trova un parcheggio, paga il ticket per un tempo che la speranza (mezz’ora, un’ ora?) gli fa ritenere congruo a sbrigare la pratica. Poi si ritrova in coda all’ufficio tributi e il tempo passa. «Oddio, mi scade la sosta», ha detto più di uno ieri mattina, con il dilemma: vado a rinnovare il ticket e rischio di perdere il turno acquisito col numerino, oppure vado via e torno un altro giorno?».

Molti cittadini hanno chiesto spiegazioni sul bollettino: su un foglio allegato, c’è l’importo totale da pagare fra ora e marzo, diviso grosso modo al 50%. Sul bollettino c’è la rata di dicembre riportata in due parti, che desta un po’ di confusione in molti contribuenti. C’è chi arriva con le ricevute delle rate precedenti di luglio e settembre: «Io ho pagato... ma devo pagare ancora?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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