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«Non deve chiudere lo scalo di Massa Zona»

Nardi della Porto spa “spara” a raffica sulle Ferrovie e sulla politica locale: la via dei marmi funziona ma è incompleta, persi 25 milioni del water front

CARRARA. «Il porto è una risorsa formidabile per il futuro, se si riesce a rendere appetibile alla reindustrializzazione il territorio che oggi non è capace di dare occupazione. Al porto occorrono spazi, è competivito ma subisce tre crisi: quella globale, quella locale e quella politica». Il presidente della Porto di Carrara spa, Filippo Nardi è come se sparasse con un fucile a pallettoni.

Davanti a lui, nella sala convegni Michelangelo, fra gli ascoltatori, il sindaco Angelo Zubbani e l’assessore regionale Ceccobao. Spiega che un elemento di criticità locale per il porto è dovuto alla riduzione dei traffici di granito «perché la Imeris se n’è andata in Grecia e in Turchia, e certi traffici sono irrecuperabili». Mentre alla politica locale e non solo, addebita il modo di considerare il porto, «la classe politica spezzina ha consapevolezza del proprio porto». Zubbani ha dichiarato tutta l’attenzione possibile sul piano regolatore portuale. Ma Nardi allarga l’analisi dei problemi: «Il trasporto ferroviario qui è marginale», e accusa le Ferrovie di trascurare il territorio apuano. Se la prende anche con la giunta regionale precedente, con l’ex assessore Conti che non avrebbe, secondo Nardi, posto la necessaria attenzione sul corridoio tirrenico, e sui lavori di raddoppio della ferrovia Pontremolese. «Ora i nostri treni per andare a Verona devono passare da Genova con un giro di oltre 400 chilometri, mentre col raddoppio della Pontremolese ne farebbero 268. E se non ci fosse l’azienda per gestire il raccordo su Massa, qui non avremmo più la risorsa ferroviaria. Stiamo cercando di non far chiudere lo scalo di Massa Zona». Fa un appello alle istituzioni: «Se ci mettiamo assieme avremo le infrastrutture di trasporto».

Parla del traffico pesante per il porto e dell’impatto sulla popolazione: «Manca la programmazione» e tale lacuna avrebbe generato la polemica fra i sindaci Pucci e Zubbani, sul flusso dei camion. «La via dei marmi funziona ma è incompleta. Alla nascita della Progetto Carrara il piano arrivava fino al terminal portuale con casello presso viale Zaccagna per il traffico pesante: che fine ha fatto questo progetto? Avrebbe risolto i disagi della popolazione. Cosa ha fatto la Salt? Intervenire a spizzichi non basta, ci vuole una visione d’insieme. Gli enti locali rischiano di perdere la misura delle cose». Ultimo affondo, sul progetto Water front: sono andati perduti i 25 milioni di finanziamento: difende l’operato

della Port Authority e critica il Comune. «Il comitato portuale approvò il progetto nel 2005. E’ un progetto per tutta Marina non per il porto. Quei 25 milioni forse era meglio usarli per migliorare le strutture portuali».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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