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Montignoso meno esoso rispetto a Massa e Carrara

La tassa rifiuti fa la differenza sulle pressione tributaria su case e negozi Diversa e modulata anche l’applicazione dell’addizionale sull’Irpef

MASSA. Paese che vai, tasse che trovi. In tempi di crisi, con un fardello fiscale che lo stesso premier Monti definisce «senz’altro eccessivo», nessuno resiste alla tentazione di un confronto tra “vicini di casa” di comuni limitrofi per vedere chi paga di più.

E così si scopre che pochi chilometri di distanza, a cavallo dei confini comunali, bastano a spostare l’asticella di Imu, Irpef e spazzatura di diverse decine di euro. Ogni Comune, infatti, ha facoltà di ritoccare a suo piacimento alcune aliquote, modulandole sulle esigenze del bilancio municipale.

Abbiamo dato una sbirciatina a quello che succede in cinque comuni nei dintorni di Massa (Montignoso, Carrara, Pontremoli, Pietrasanta, Forte dei Marmi), prendendo a mo’ di esempio cinque imposte e tasse comunali – Imu di base, Imu prima casa, addizionale Irpef, Tarsu per la casa e Tarsu per il negozio – e mettendole a confronto. Ecco i risultati.

Imu. L’imposta municipale propria (Imu), che ha sostituito l’Ici, è pressoché identica nei sei comuni per quel che riguarda l’abitazione principale. L’aliquota scelta da Massa, Carrara, Montignoso, Pietrasanta e Forte dei Marmi è 0,4 per cento, come indicato dal governo. Lieve ritocco all’insù per Pontremoli (0,46%). Diverso il discorso per l’Imu di base. L’aliquota ordinaria è 0,76%, ma solo Pietrasanta e Pontremoli l’hanno mantenuta. Gli altri Comuni l’hanno aumentata: Massa allo 0,9 per cento, Carrara e Forte allo 0,96, Montignoso all’1,06.

Irpef. L’Irpef è un tributo statale definito in base al reddito delle persone fisiche. Su questa imposta Regione e Comuni possono imporre un’addizionale, ovvero una tassa sulla tassa. Alcuni Comuni hanno un’addizionale unica, altri la rapportano alla fascia di reddito. A Massa l’Irpef è allo 0,7%, immutata da sette anni a questa parte. Stessa percentuale a Pontremoli, mentre Forte dei Marmi applica lo 0,8%. I cittadini di Carrara, Montignoso e Pietrasanta hanno un trattamento diverso a seconda della fascia di reddito. A Carrara si va dallo 0,575 per chi guadagna fino a 15mila euro, allo 0,8 per i redditi oltre 80mila euro. Il Comune si aspetta di incassare 5 milioni e 125mila euro, 3 milioni in più rispetto all’anno scorso. A Montignoso paga l’Irpef solo chi guadagna dai 28mila euro in su. Sulla prima fascia (28mila-50mila euro) si applica un’addizionale dello 022 per cento; 0,5% per redditi tra 55 e 75mila euro l’anno e 0,8% per oltre 75mila euro. Anche Pietrasanta differenzia l’addizionale in base al reddito: dallo 0,5% a partire dai 14mila euro fino allo 0,8 sopra i 75mila.

Tarsu. La Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani si differenzia non solo tra comune e comune ma anche tra tipi diversi di utenza. Facendo un esempio pratico, una famiglia di quattro persone che abita in una casa di 80 metri quadrati a Massa paga di spazzatura 204 euro l’anno; la stessa famiglia pagherebbe a Carrara 40 euro in più e a Montignoso 28 in meno. A Pontremoli il costo sale. Qui non vige la Tarsu (che è una tassa) ma la Tia, che è una tariffa di igiene ambientale e che, a differenza della Tarsu, deve coprire per intero il servizio senza integrazioni da parte del Comune. Alla quota al metro quadro si aggiunge, per le abitazioni, un’altra variabile in base agli occupanti. Per farla breve, la stessa famiglia di 4 persone in una casa di 80 metri quadri paga 1,16 euro a metro quadro più 265,90 euro. Totale: 358,7 euro l’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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