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Marble Hotel, proteste di operai Fine lavori: nuovo slittamento

Sei dipendenti con famiglie da mantenere: «Stipendi di maggio spezzettati e cassa integrazione» Versilhome: «Saldato il residuo delle spettanze. Ma le banche ci fanno soffrire da oltre un anno»

CARRARA. Tempi difficili per tutti. Per molte aziende, e per gli operai: sei di loro assunti dalla Versilhome che si sta completando il Marble Hotel, ieri mattina hanno espresso le loro preoccupazioni, davanti ai cancelli del grande cantiere di lavoro, sostenuti da Franco Silvestri della Fillea Cgil: «Stipendi di maggio pagati in parte, cassa integrazione da giugno per chi ha il contratto non scaduto». Pier Luigi Piccinini della Versilhome spiega: «Siamo appesi alle banche per un finanziamento», e poi annuncia al sindacalista della Fillea, che nel pomeriggio salderà gli stipendi di maggio.

La posizione della Versilhome è stata affidata poi a un comunicato in cui la società dichiara che «riconosce in pieno i diritti vantati dalle maestranze. Non possiamo fare di più adesso, e siamo costretti a sospendere i lavori. Le difficoltà finanziarie della Versilhome, tenuta in scacco per oltre un anno dai primari istituti bancari con promesse sempre rimandate, soffre come tutte le imprese (in particolare del settore edile) una crisi diventata grave. Perdurano comunque i dubbi sul completamento di una struttura che, nonostante sembri aver preso la giusta direzione, con proprietà, imprese e tecnici locali impegnati al massimo, stenta a decollare e vede costretta la proprietà ad annunciare nuovamente uno slittamento dei tempi di ultimazione dei lavori. E' improbabile a questi punti che si possa terminare per l'estate prossima, a meno che la finanza internazionale migliori e che le banche sostengano le imprese o che imprenditori (preferibilmente locali) si facciano avanti investendo sul proprio territorio, anziché all'estero. La proprietà non nasconde le proprie difficoltà ma si è comunque adoperata tutelando almeno i propri dipendenti ed ha già saldato loro il residuo di spettanze, in attesa dell'attivazione della cassa integrazione che è già stata concordata».

In ansia, per la loro difficile situazione, i sei operai (ad alcuni è scaduto il contratto a giugno, altri ce l’hanno fino a settembre per cui aspettano i primi soldi della cassa integrazione). Gian Franco Barbieri, 44 anni di Massa (autista): «Devo pagare le bollette, le ultime rate dell’auto». Il romeno Raureanu Vasile, 45 anni, che abita a Marina: «Ho famiglia e 2 bimbi». Giuseppe Conti, 34 anni, di Torre del Lago: «Ho moglie e 3 figli, e uno sfratto a cui far fronte». Renato Duonnolo, 45 anni, di Torre del Lago: «Ho moglie e 2 figli». Aniello Manzi 53 anni di Seravezza: «Ho moglie e un figlio, un finanziamento bancario in corso da pagare, a maggio stipendio spezzettato. E a settembre mi scade il contratto».Con lo stipendio da operaio, quando c’è, si devono fare i salti mortali per sfamare una famiglia. E quando lo stipendio non c’è?(c.car.,)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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