Quotidiani locali

«Il polo dell’area chirurgica a Massa»

L’assessore Franca Leonardi chiede all’Asl di ritirare la proposta di piano sanitario firmata dai dirigenti medici

MASSA. No al piano sanitario dei “baroni”, dei direttori dell’area chirurgica che individuano il polo dell’emergenza urgenza su Carrara. No ad un piano che non pensa al futuro e che costringerà ad un altro valzer di reparti, ambulatori e servizi tra Massa e Carrara una volta inaugurato (2014) l’ospedale unico di via Mattei.

Per la riorganizzazione della nostra sanità, in questa fase transitoria, si torni a ragionare sulla prima proposta dell’Asl, quella della direttrice generale Maria Teresa De Lauretis. Proposta poi sparita dal Pal, ritirata dalla stessa De Lauretis. «Sconfessata», per dirla come l’assessore alla sanità Franca Leonardi che dopo il flop del consiglio comunale di giovedì (niente accordo sul mandato a Roberto Pucci per la riunione del 10 luglio della conferenza dei sindaci dove, appunto, si parlerà del Pal) alza l’asticella della polemica, pungola l’Asl, esplicita ancor più la posizione dell’amministrazione comunale.

La premessa. «Per valutare il piano sanitario locale era stato nominato un gruppo di lavoro - ricorda Leonardi - di sei componenti. Sulle due proposte in campo, una della De Lauretis e l’altra dei dirigenti dell’area chirurgica, non c’è stata unanimità di valutazione. L’Asl ha sciolto il gruppo ma invece di portare all’attenzione dei sindaci e dei consigli comunali, come era stata richiesto, le due proposte corredate anche da un piano economico, la dottoressa De Lauretis ha sconfessato la sua proposta. E ora per i sindaci e i consigli comunali di fatto c’è un Pal unico. Si può discutere dei dettagli ma l’impianto è quello. Ed è un impianto aberrante se si ha davvero come obiettivo la tutela della salute pubblica».

Tutto da rifare. «Sul Pal l’Asl deve fare un passo indietro -dice Leonardi - e rigettare la proposta dei dirigenti dell’area chirurgica o meglio perfezionarla e riposizionarla sul territorio. A nostro avviso, va concentrata in un Ospedale tutta l'attività chirurgica di Emergenza-Urgenza del 118 e nell'altro ospedale le restanti attività chirurgiche che non hanno a che fare con l'urgenza. Vista la capienza abitativa del Pronto Soccorso e l'idoneità delle sale operatorie è bene concentrare tutta l'attività dell'Emergenza del 118 per le specialità di Chirurgia Generale, Ortopedia,Chirurgia Vascolare, Angiografia, Endoscopia urologica e gastrenterologica nell'Ospedale di Massa ,che verrà dismesso al momento della apertura dell’ospedale unico».

Tutto a Massa. Insiste Leonardi: «Accanto a questa attività di Emergenza vanno concentrate su questo stabilimento le attività chirurgiche programmate più complesse e che richiedono degenze superiori a 3 giorni circa. Unica spesa da affrontare: posizionare nei locali già schermati della vecchia Radiologia l'angiografo. E’ stato già acquistato».

A Carrara. A supporto di questo ragionamento, che ribalta in maniera significativa l’impostazione dell’attuale Pal, l’assessore Franca Leonardi (che, ricordiamo, ha diretto per più di dieci anni il dipartimento emergenze urgenze) indica ovviamente anche le competenze su Carrara.

«Nell'ospedale di Carrara va concentrata tutta l'attività di area chirurgica programmata ambulatoriale ,di Day Surgery e della week Surgery per un totale di 7964 interventi che richiedono ricoveri massimo di 3/4 giorni. Queste attività ,ad eccezione della Week Surgery resteranno nel presidio di Carrara anche dopo l'apertura del nuovo ospedale unico».

La riorganizzazione. Secondo Leonardi, in un piano che deve guardare anche agli aspetti economici è un grave errore non guardare oltre la fase transitoria di qui all’apertura dell’ospedale. E il Pal deve tener conto anche di questo. «Quando avremo l’ospedale unico, sarà già un problema trasferirvi tutte le attività. Questo modello di organizzazione che noi proponiamo, e che anche la dottoressa De Lauretis auspicava prima di ritirarlo, mette in sicurezza il territorio e all'apertura del nuovo ospedale il personale sanitario multidisciplinare avrà già sperimentato a lavorare secondo il modello "per intensità di cura" che sarà quello dello Ospedale per acuti. Con l’attuale proposta di Pal, invece, i cittadini, i medici, tutti, dovranno sobbarcarsi anche un altro, sgradito, valzer di servizi e di reparti. Visto che le attività previste ora per Massa dovranno andare su Carrara. Una follia, anche economica».

Leonardi dunque rilancia il dibattito che si era bloccato in consiglio comunale e invita l’Asl a riprendere in mano una proposta di piano sanitario locale secondo la «buona filosofia iniziale, quella del buon senso».

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